sabato, 20 giugno 2009

Roma Pride 2009 - The Movie

Incontro il gay pride su via Cavour, mentre si dirige verso piazza Venezia e si, lo ammetto, sono arrivato tardi, ma tanto si sa che queste manifestazioni non iniziano mai in orario e quindi ho preferito arrivare tardi e andargli incontro e vedermi la manifestazione già viva, piuttosto che stare un'ora fermo in piedi ad aspettare non si sa cosa. Il primo carro che vedo è quello ufficiale del Pride con lo slogan e la statua della libertà in carne e ossa, mascotte di questo pride che personalmente mi fa un po' tenerezza che puzza lontano un miglio di idea riciclata e effettivamente non è che il concetto di statua della libertà lo abbiamo inventato noi, ma questo passa il convento. Il secondo carro è quello del Muccassassina, e personalmente è quello che preferisoco e si capisce dalla musica sparata a tutto volume che è il carro della serata finocchia più famosa di Roma e poi ci sono i go go boys che nonostante siano sempre le stesse facce c'è ancora chi fa la sua figura. Credo che il gay pride, sia l'unica manifestazione di protesta che però sembra una festa e la gente si diverte e la musica pompa come in disco e i colori e i coriandoli glitter sparati nel cielo e come ogni anno, non so decidermi se tutto questo carrozzone è una grande dimostrazione di civiltà, consapevoli che le battaglie non si fanno con le armi o alzando la voce, oppure se è solo l'ennesima occasione per fare festa e casino che ormai sono svariati anni che c'è questo gay pride a Roma e se possibile le cose non sono cambiate neanche di una virgola. Quello che colpisce stando in mezzo al corteo, è che ci si confonde tra ragazzi allegri e genitori che spingono carrozzine gente che balla e giovani e meno giovani e gli eccessi che si potrebbero immaginare ci sono, ma non sono poi così numerosi. Un transessuale vestito da Wonder Woman attira la mia attenzione e a dire il vero, non solo il mio sguardo dato che si ferma a ogni passo per farsi scattare foto e mi domando se non siano veramente loro i veri supereroi di queste manifestazioni, con i loro travestimenti originali ci mettono la faccia nel vero senso della parola perché sempre più spesso sono mira di giornalisti e fotografi e in fin dei conti sono stati loro a dare il via alle rivolte in una New York del 1969 dove allo Stonewall Inn lanciarono una bottiglia contro la polizia e ancora non ne sono consapevole, ma sentirò questo discorso e il nome si Sylvia Rivera per molte volte nel corso di questa manifestazione, alcune volte nominata in modo semplicemente retorico e stucchevole e altre in maniera più intelligente. C'è tanta gente a questo pride e gli organizzatori parleranno di trecentomila persone e forse come numeri sono un po' gonfiati, anche perché il corteo è molto sfilacciato e ci sono un sacco di buchi vuoti, però l'impressione è che ci sia veramente tanta gente e le Famiglie Arcobaleno, ArciGay, ArciLesbica, Mariomieli, ad elencare tutte le associazioni impiegherei dieci minuti e io cammino spensierato con i miei amici dimenticando per un istante tutti i problemi e sembra un paradosso, perché in realtà sono qui proprio per il motivo opposto. Piazza Navona è il punto di arrivo di questo Pride e molte persone svaniscono e di tutti quelli presenti durante la camminata, ne rimangono forse la metà. Ornella Muti è sul palco non si capisce bene in quali vesti e dice le solite banalità sul fatto che ha molti amici gay e che siamo tutti uguali e mi domando perché non si sia fatta scrivere un discorso da qualcuno più coinvolto o se per caso non l'abbiano incontrata per caso davanti alle vetrine di Sermoneta e la cosa che le riesce meglio, è tagliare il nastro rosso di inaugurazione della festa ufficiale del Pride. Dopo Ornella si succedono altri oratori più o meno interessanti, ma la folla non ha occhi che per Vladimir Luxuria accolto come fosse una vera star Hollywoodiana e c'è da dire che la Vlady sa come parlare al un pubblico e sa come arrivare ai cuori finocchi e per questo canta una versione tutta sua di Over The Rainbow, ma il momento migliore fortunatamente è durante il suo discorso dove riesce sempre a toccare tasti intelligenti e non scadere nelle banalità. Si sono fatte le otto e decido di tornare a casa, ma prima di uscire dalla piazza la mia attenzione è attirata da un gruppo di gente che circonda una Madonna e un Cristo vestiti da recita di natale. Vedo la gente che si ferma a fare delle foto al loro fianco. Una signora mi chiede forse un po' indignata, cosa significhi quello spettacolo. Ci penso un attimo e le dico che forse non è un gesto di scherno, ma una dimostrazione del fatto che Gesù e Maria sono di tutti e non solo di chi si professa a gran voce cristiano, che Gesù e la Madonna si circonderebbero di chiunque senza fare distinzioni come stanno facendo questi ragazzi e mentre cerco di convincere me stesso, la signora si allontana stupita dicendomi che ho ragione e che non ci aveva pensato. Ecco, ho fatto la mia buona azione giornaliera, ora posso veramente allontanarmi da questo grande e spettacolare corteo, per tornare alla mia vita di tutti i giorni. Tempo due giorni e nessuno più si ricorderà di quanto è successo oggi.
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lunedì, 09 giugno 2008

Roma Pride 2008

7 giugno 2008. E anche quest'anno il Pride a Roma è andato. 
In un clima di totale allegria e spensieratezza che quasi ci si stava dimenticando il perché siamo scesi ancora una volta per le strade della città a marciare uniti e compatti a ritmo di musica. Fortuna che poi ci hanno pensato i soliti urlatori al microfono a farci tornare il groppo in gola ricordandoci la storia dei diritti e dei pestaggi. E fortuna che poi ci son stati quegli altri lì a farci sorridere di nuovo quando ci hanno chiesto di cantare l'inno nazionale perché "Anche noi siamo cittadini italiani!!!" e allora giù con sei minuti di Fratelli d'Italia... neanche stessimo alla finale dei mondiali di calcio. Che poi, ci fosse stato anche solo uno tra la folla a cantare con la mano sul petto, ecco, forse la cosa sarebbe stata meno ridicola...
Tornato a casa accendo la televisione e mi sorprendo che il telegiornale nazionale non abbia minimamente accennato al Pride di Milano che si è svolto contestualmente. Tutte le telecamere puntate sulla manifestazione di Roma. Aveva ragione dunque la Carfagna, quando ha affermato che "Roma è la capitale della cristianità e quindi qui il gay pride è oltremodo provocatorio!"? E io che credevo di vivere nella capitale della Repubblica italiana... che pivello che sono... Che poi ve lo dico, dopo tutta quella camminata e la gente e l'umidità, e la musica e tutto il resto, io avevo un'ascella e una faccia lucida, neanche avessi fritto tutto il giorno involtini primavera.

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martedì, 19 giugno 2007

Roma Pride 07

 
Roma Pride 07
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