21 agosto 2009
Due giovani ragazzi, vengono aggrediti all'uscita del gay village da un quarantenne romano chiamato Svastichella, si stavano baciando in pubblico.
25 agosto 2009
Il Qube, il locale che il venerdì sera ospita la serata gay Muccassassina, prende fuoco dopo che alcuni ignoti riescono a rompere il vetro della porta principale e a gettarvi dentro del liquido infiammabile.
1 settembre 2009
Poco prima della mezzanotte, due grossi petardi vengono lanciati in mezzo alla folla di via di San Giovanni in Laterano, la "Gay street" della capitale.
2 settembre 2009
Dopo un conclave durato quasi 4 ore e andato avanti per tutto il pomeriggio, i rappresentati delle associazioni glbt romane decidono di reagire organizzando una manifestazione di sensibilizzazione e protesta.
Ebbene, via di San Giovanni in Laterano è colma di gente, eppure non vedo neanche una volante della polizia a vigilare. Sicuramente ci sarà qualche agente in borghese, mi dico. Sicuramente. O magari Alemanno ha semplicemente pensato che non valeva la pena di mandare un controllo, che tanto la rissa più grande che può scoppiare tra gay, è a colpi di lacca e lucidalabbra. Telegiornali di tutta Italia e fotografi si aggirano intervistando chiunque e tra la folla scorgo anche Franceschini. Un piccolo palco allestito in fondo alla strada e Vladimir Luxuria che sale per raccontare la sua rabbia e dare un segnale di solidarietà e lei sa sempre come parlare senza far sembrare il suo, un noioso sermone o un monologo. Quando finisce, scende dal palco tra gli applausi della gente e mi aspetto di vedere al suo posto qualche altro grande esponente, non so, un Fabrizio Marrazzo, (Presidente di ArciGay Roma) o una Imma Battaglia che quando si tratta di gridare lei non si tira mai indietro. E invece tutto si spegne o peggio, si accende. Si, perché si accendono le luci e si accende la musica e immediatamente parte una discoteca a cielo aperto con il Colosseo come sfondo. Ma come? Quella che doveva essere una grande manifestazione, si è trasformata immediatamente in una festa per la gioia dei bar adiacenti che vedono svuotarsi i frigoriferi come ci fosse un open bar. Vedo attorno a me altre facce perplesse e penso che sono stato tutto il pomeriggio ad organizzare con gli amici questo nostro incontro perché l'unico modo che abbiamo per far sentire la nostra voce è quello di essere presenti... e qui si trasforma tutto nel solito Carnevale di Rio. Possibile che non si riesca mai ad organizzare nulla che non finisca a tarallucci e vino con Madonna e Lady Gaga? Possibile che Vladimir Luxuria e solo lei, in undici minuti di intervento, abbia detto tutto quello che c'era da dire? Francescini va via tra la folla senza aprire bocca e l'unica altra persona che salirà su quel palco, sarà il dj.

In fin dei conti, i giornali hanno ragione, le foto baraccone sono quelle che tirano di più. In attesa che finisca di montare il video di questo Pride...
E così finalmente habemus percorso. Si parte da Piazza Esedra e si arriva a Piazza Navona proprio come lo scorso anno.
Ah, già per chi non lo sapesse faccio una breve premessa. Sabato prossimo ci sarà il Gay Pride a Roma e l'organizzazione ha trovato non pochi ostacoli, perché pare che all'inizio avessero dato l'autorizzazione dicendo che si, assolutamente il gay pride si può fare figuriamoci se vietiamo una manifestazione simile, però poi: vicino San Giovanni non si può passare, perché c'è già una manifestazione religiosa e la settimana dopo non si può fare, perché c'è la festa di San Giovanni e se i finocchi incontrano i religiosi prendono fuoco come i vampire con l'acqua santa e a Piazza Del Popolo no, non si può andare perché così tanta gente non ci entra anche se poi ogni anno ci organizzano mega concerti che l'ultimo sulla lista è stato quello di Ben Harper e allora si potrebbe fare lo stesso percorso dello scorso anno da piazza Esedra a Piazza Navona, ma no, non si può neanche quello perché lì vicino c'è la chiesa della Madonna di Loreto e questa motivazione giuro che non l'ho capita e vi assicuro che no, non me le sto inventando, sono tutte dichiarazioni documentate nero su bianco e allora l'unico percorso possibile pare essere quello che va dalla Bocca Della Verità a Piazza Navona che tradotto per i non romani significa una passeggiata di più o meno quindici minuti che tanto vale incontrarsi tutti con una video chattata su Skype. Rimango perplesso dinnanzi a tutte queste difficoltà che ha alzato la questura di Roma e per un attimo decido di essere indignato con questa società omofoba, ma poi mi fermo a riflettere.
Il mio primo Gay Pride l'ho fatto nel duemila (o duemilauno... bho) e ricordo la musica e i carri con i go go boys e la gente, tanta gente e coriandoli, bandiere e le trans con gli abiti colorati e le trans che invece gli abiti li avevano lasciati a casa e i finocchi vestiti stravaganti e i finocchi vestiti normali e gli amici che ridono e scherzano e il percorso sotto il sole cocente e la sensazione di far parte di qualcosa di importante e i passanti che guardano curiosi e l'orgoglio di esserci e di perseguire un'ideale. Il mio primo pride fu emozionante e anche il secondo è stato emozionante, ma se dovessi fare una descrizione, probabilmente scriverei le stesse identiche cose che ho dette riguardo al primo pride e stesso discorso anche per il terzo e il quarto e per tutti quelli che mi sono fatto fino ad oggi. Da quando il Gay Pride è diventato un appuntamento fisso come le feste di Natale o Il Grande Fratello? E come tutte le cose che vengono ripetute per troppo tempo senza innovazioni, alla fine diventano un automatismo che perde il suo significato originale, come si stesse recitando una preghiera a memoria o come il tragitto per arrivare a lavoro. Ad oggi ho l'impressione che l'ostinazione di questo Gay Pride, sia solo quella di avere un percorso lungo, perché altrimenti la festa finirebbe troppo presto e un percorso più corto parrebbe una castrazione e a percorrere dalla Bocca Della Verità a Piazza Navona non si farebbe neanche in tempo a sentire tutto il cd dei grandi successi di Raffaella Carrà. Non lo so, ma questo nuovo pride mi sembra solo una presa di posizione. Un enorme involucro vuoto. Un pride è un vero pride solo se si cammina per dieci chilometri e si attraversa il cuore della città? Perché se è così, allora tanto vale darsi tutti appuntamento alla maratona di New York che almeno ci facciamo una bella sfacchinata e quando arriviamo al traguardo oh, cazzarola se abbiamo camminato! Mi domando se lo scopo di un gay pride sia quello di bloccare i cittadini e far deviare il traffico facendo sentire in questo modo la sua presenza ingombrante e a questo punto la video chattata su skype non mi sembra più tanto un'idea stupida che almeno farebbe notizia e wikipedia la segnerebbe come la più grande chattata mai eseguita in rete e magari Barbara D'Urso ne parlerebbe anche nel suo Show Dei Record tra una donna gatto e un uomo più basso del mondo. Ho l'impressione che questo Gay Pride, sarà l'ennesima esibizione di corpi, fotocopia a tutti gli anni passati che presto cadrà nel dimenticatoio dopo il solito servizio al tg. Esistono alternative valide o siamo costretti a rivivere questo deja vu per il resto dei nostri gaygiorni? Non lo so, ma perché per un anno anziché fare la solita marcia, non si può pensare a qualcosa di diverso e dargli ugualmente il nome di gay pride? Per esempio io mi immagino un intera giornata dedicata ai gay, dove tutti i finocchi che fanno i parrucchieri scendono in piazza e fanno i capelli gratis alle signore e tutti i finocchi truccatori fanno un corso di trucco e i finocchi attori preparano uno spettacolo teatrale a cielo aperto e poi altri finocchi che si incontrano con i i finocchi che hanno paura di essere finocchi e magari si incontrano anche con i genitori impauriti dai figli finocchi e poi la musica e la festa e i finocchi cuochi che vendono delle torte e poi bho, non lo so, non è che posso organizzare tutta una giornata qui in cinque minuti e adesso magari sto solo farneticando, ma a pensarci bene è tanto una cattiva idea? A me questo fiume di gente che attraversa la città come fosse un carrarmato non convince più molto. Poteva avere un senso in un America degli anni sessanta dove la comunità omosessuale era arrabbiata e doveva manifestare la propria forza e alzare la voce, ma l'orgoglio omosessuale del nuovo millennio, non dovrebbe essere forse di integrazione scendendo in piazza e mischiandosi con la popolazione etero, piuttosto che solcare le vie delle città chiudendosi in uno spettacolo osservabile solo dall'esterno? Io sabato ci sarò, ma non sono sicuro che questo gay pride mi rappresenti ancora.
Costanzo: Lui è un uomo coraggioso perché va in giro vestito così...
Qualche sera fa il buon Insy era ospite al Maurizio Costanzo per presentare il suo libro e parlare di omosessualità che ovviamente non è che a Insy lo invitano per parlare delle centrali nucleari in Italia e quindi si stava tutti allegramente parlando di finocchi, quando ad un certo punto interviene questo tipo vestito come una sposa con tanto di collana di perle, giacchetta bianca avvitate e cappello messo di tre quarti sulla testa e per un istante sono tutti d'accordo nel dire che è una persona coraggiosa a vestirsi così e chi lo giudica è una persona cattiva. Ma tu guarda, e io che stavo giusto pensando che era ridicolo... sarei dunque cattivo? Io con questa faccetta d'angelo!? Ok, allora se mi dite che sono cattivo, faccio veramente il cattivo, perché mica posso essere sempre quello che scrive racconti sentimentali alla libro Cuore e che parla di futilità e di Lindsay Lohan e tra parentesi, avete visto il suo nuovo spot per la Fornarina quanto è adorabile?! Ma tornando a Costanzo; da quando vestirsi male è sinonimo di essere coraggiosi? Nel senso, coraggioso è andare a fare la cacca in un bagno pubblico o la mia donna delle pulizie quando entrava in camera scavalcando montagne di vestiti era coraggiosa, ma da quando vestirsi in modo assurdo è diventato coraggioso? Perché allora anche Camilla è coraggiosa a mettere i suoi cappelli con piume di fagiano e anche mia madre è coraggiosa ad ostinarsi ad indossare i jeans a vita alta. Ma soprattutto, cosa c'entra tutto questo con l'omosessualità? I gay sono quelli che si svegliano tutti i giorni e vanno a lavoro a prescindere dall'abito che portano, sono quelli che si incontrano con gli amici per andare a mangiare una pizza, che leggono il giornale, che comprano Vanity Fair, che fanno cose che farebbe qualunque altra persona con un minimo di cervello e si, magari qualche volta hanno una voce effeminata o si muovono come Jessica Rabbit o qualche volte sono muscolosi e barbuti, ma questo cosa c’entra con gli abiti che indossano? Ognuno è libero di mettere quello che vuole che sia etero, gay, trans, cane o gatto, ma non si associ la figura del gay con l'essere vestito da pagliaccio perché mi incazzo come avessero rapato a zero la mia Barbie Cher. Dice Costanzo che sono ipocriti quelli che usano la parola "non vedente" anziché "cieco", ma allora non è ugualmente da ipocriti dire che uno truccato come quelli del Cirque Du Soleil non vada guardato con curiosità e divertimento? All'opinione pubblica fa troppo comodo associare immediatamente l'immagine dello stravagante a quella del gay e guada caso sono proprio i più pagliacci a beccarsi le foto e i primi piani durante i vari gay pride. Sono quelli come questo fantoccio qui, che durante una sciocca puntata del Maurizo Costanzo Show, si beccano tutte le inquadrature perché ad essere gay in giacca e camicia non si è abbastanza riconoscibili e allora facciamo vedere il ridicolo di turno che lui si che si vede che è gay senza il bisogno di mettere i titoli in sovraimpressione. Ho un sacco di amici gay e vi assicuro che nessuno si veste da matta e neanche questo è il punto, perché se si volessero vestire di bolle di sapone come Lady Gaga (che stimo ed è sempre nel mio cuore per aver fatto un disco strepitoso), per me lo potrebbero fare benissimo, come del resto mia zia può mettere un tubino nero aderente nonostnte abbia il punto vita di una botte o Bambola Ramona può andare in giro con due tette grosse come la cupola di San Pietro, ma non venite a dirmi che discrimino le persone perché le guardo in modo interdetto e non ditemi che essendo gay dovrei essere ancora più tollerante proprio perché vivo in continuazione una situazione di discriminazione sociale. Smettiamola di confondere il coraggio con il cattivo gusto.
Ricevo una mail.
Caro Lord,
sono un ragazzo di 21anni. Da qualche tempo ho scoperto il tuo blog, quasi per caso. [...] Volevo sapere come (e se) hai fatto coming out con i tuoi genitori, quando hai pensato che fosse il momento giusto e se c’è stato qlc in particolare che ti ha dato il coraggio (che a me manca) per farlo. Sono in pochissimi le persone a cui l’ho detto e il fatto di dover sempre portare una maschera con tutti mi fa temere che prima o poi non rimarrà più niente dietro, che non sarò più in grado di essere me stesso. Non riesco a vivere apertamente quello che sono, tanto che non ho neanche mai avuto un ragazzo. A volte penso che forse il prima passo per aprirmi veramente sarebbe quello di dirlo ai mie genitori e smettere di dover fingere proprio con chi mi sento più al sicuro. Chiedo a te per sapere la tua esperienza e magari capire cosa fare.
Ti ringrazio
F.
Da bambino volevo essere come la foto dell'Arcangelo Gabriele che avevo in cima al letto. Morbidi boccoli biondi che ricadono sulle spalle e occhi azzurri. Se mi avessero proposto di compormi come fossi stato una bambola da assemblare, mi sarei di sicuro messo gli occhi azzurri e i capelli color miele e poi avrei voluto un carattere più sicuro e non questa timidezza che mi fa venire le vampate ogni volta che parlo in pubblico e se mi avessero chiesto se preferivo essere gay o etero avrei risposto che non mi interessava, che mi sarebbe bastato essere un biondo intelligente. Alla fine non ho potuto scegliere nulla di quello che sono. Sono moro. Alto. Simpatico. Gay. C'è una cosa che cambiereste? Io no. A dire il vero sono arrivato a questa consapevolezza un po' tardi, quando ormai alle mie spalle avevo accumulato una serie di storie con ragazze abbastanza rovinose e una serie di schiarenti per capelli piuttosto fallimentari (non fidatevi mai dello schiarente Dr, schultz!). Tutta la mia presa di coscienza è stato un percorso naturale e graduale che uno non si può mica svegliare la matina e capire tutto mentre si fa colazione inzuppando le Macine in una tazza di latte!
A vent'anni ho sentito che era arrivato finalmente il momento giusto e sono uscito con il mio primo ragazzo. O forse dovrei direi che a vent'anni finalente qualcuno ci ha provato con me, ma non volevo sembrare troppo uno sfigato. Il mio primo incontro con qualcuno che si faceva la barba come me, fu quanto di più naturale ci potesse essere, nessuna lotta interiore, nessun dubbio o risentimento, un appuntamento come tanti, un cinema e un invito dei più banali "Vuoi salire ti faccio vedere casa?". Salgo e subito un bacio e la sensazione che mi sto innamorando e si, lasciam perdere il mio lato Barbie Sposa Perfetta che ci ho messo qualche istante di troppo a capire che un bacio non equivale a un fidanzamento, soprattutto se parliamo di finocchi. Sarà stata la mia superficialità a salvarmi da una serie infinita di pippe mentali, ma quel bacio non mi fece minimamente preoccupare, fu un bacio sincero e questo era quello che importava e da quel momento ho capito che direzione avrebbe preso la mia vita. In verità all'inizio la nostra fu una relazione segreta che faceva molto Dawson's Creek, ma quando venne il momento, non ci fu nessun annuncio con voce sommessa "Vorrei parlarvi di una cosa importante...". Ovviamente i primi ad essere avvisati furono gli amici più stretti. Con qualcuno non ci fu neanche bisogno di mettere cartelli, ma improvvisamente nelle nostre uscite comparve anche "lui" e piano piano tutti capirono da soli. Ok, adesso non voglio fare quello troppo moderno che ha avuto tutta la strada in discesa, perché qualche imbarazzo ce lo ho avuto anche io, soprattutto con le persone che mi avevano visto con le precedenti ragazze e poi c'è sempre stato qualche super sveglio che ha commentato con un "Ma non prendermi in giro, ma quale gay...!". Se ti dico che sono gay, è perché sono gay che se avessi voluto fare una battuta divertente avrei detto qualcosa del tipo "Ci sono solo 2 posti dove mi piacerebbe essere baciato... a Parigi e a Miami!". Che poi il più delle volte queste affermazioni deficienti le hanno fatte le donne, aggiungendo anche un bel "Che spreco... sono sempre i migliori che se ne vanno... e comunque se ci ripensi fammi un fischio che io una ripassata te la do volentieri...!". Dirlo agli amici in fin dei conti fu una passeggiata, perché il vero passo importante è confessarlo ai genitori. Si, perché mio fratello bastava che portasse una ragazza a pranzo la domenica per far capire a tutti che si era fidanzato e allora mia madre tirava fuori il servizio di bicchieri buono e apparecchiava come fosse la notte di natale e faceva la sua classica voce impostata delle grandi occasioni e mio padre iniziava a fare domande su che lavoro facessero i genitori e come andavano gli esami all'università e non c'era bisogno di aggiungere altro. Io ho portato Giulio a casa un milione di volte e abbiamo sempre pranzato con i bicchieri da cucina.
Non so quale sia il modo migliore per dirlo ai propri genitori, non so se esiste un momento migliore come per esempio fargli scolare una bottiglia di Veuve Clicquot. So solo che dopo essere stato due anni con un ragazzo e poi altri due con un altro, ero stufo di inventare stronzate e dire che rimanevo a dormire fuori perché non mi andava di mettermi in macchina a quell'ora tarda. Volevo essere sincero, volevo fare chiarezza e non vi dirò che mia madre è sempre stata la mia migliore amica e non potevo tenerle nascosta un parte di me. Io volevo dirglielo per me stesso, per essere più sereno, per non vivere con l'ansia, per non vivere a metà. Questa è la teoria, perché la pratica è sempre più complicata come quando ho detto che sapevo giocare a tennis e poi non sono riuscito a fare neanche due scambi. Ogni giorno avrei voluto tirare fuori l'argomento e ogni giorno trovavo una scusa per non farlo. Quando mio padre mi comprò le lenzuola ghepardate dicendo "So che a te queste cose piacciono...", io credevo alludesse a qualcosa del tipo "Ti ho visto mentre cantavi in playback il video di Shania Twain, quello dove è vestita animalier con anche la cappelliera coordinata e stai tranquillo, sono fiero di te e sarò per sempe dalla tua parte!" In verità credo avesse solo trovato un copriletto in offerta. Dunque, vi domanderete, come lo hai detto ai tuoi genitori?! Ebbene, mi sarebbe piaciuto prendere il coraggio a due mani e fargli la confessione guardandoli dritti negli occhi, ma invece sono stato un codardo e non ho mai avuto il coraggio di fare il primo passo, perché per quanto possa essere stato sincero e onesto con me stesso, cazzarola, loro sono i miei genitori! E se mi sbattono fuori di casa? Se dicono che non vogliono avere più nulla a che fare con me e si sentono male dal dolore e li devo portare anche al pronto soccorso? Non sapevo se immaginare scene di pianto e piatti sbattuti a terra o una semplice pacca sulla spalla e un "Lo abbiamo sempre saputo e per noi non cambia nulla...". Alla fine da bravo codardo che sono, non dissi mai nulla. Mio padre mi trovò a letto abbracciato al mio ragazzo.
Fu uno dei momenti più tragicomici della mia vita che neanche una commedia con Jennifer Aniston avrebbe potuto partorire in modo migliore e sapete che vi dico? Per me quello fu il migliore dei modi. Fu imbarazzante e divertente allo stesso tempo. Ovviamente poi parlai con mio padre che mi fece un sacco di domande, dalle più ingenue alle più tecniche e per tutta la durata della nostra discussione il suo sguardo rimase serio e un po' triste e poi fu la volta di parlare con mia madre e le sue domande furono diverse, ma anche queste preoccupate e cupe. Son passati diversi anni dall'accaduto e il mio ragazzo è diventato ormai uno di famiglia e tutti sembrano adorarlo e non potrebbe essere altrimenti perché mica mi sono andato a prendere il primo sprovveduto che ho trovato! Però non ho mai chiesto ai miei genitori come stanno e come vivono questa situazione, se la loro tranquillità e solo apparente o se realmente sono felici e tranquilli, dicendoglielo mi sono tolto un peso enorme e finalmente ho iniziato a vivere ancora più tranquillamente la mia vita, ma non vorrei aver trasferito su di loro il peso che un tempo era sulle mie spalle. Ho trent'anni e probabilmente sono stato fortunato, perché posso raccontare la mia storia a lieto fine senza lacrime e singhiozzi. Ho trent'anni e sapete che vi dico, io di me non cambierei nulla, neanche il colore di capelli.
Dedicato a F. autore della lettera, ma soprattutto ai miei genitori.
Ed ecco, finalmente quel pacchetto tanto desiderato è tra le mie mani e io sono emozionato e curioso al tempo stesso e guardo i miei genitori anche loro eccitati. "Allora, che fai, non lo apri?". Le luci a intermittenza dell'albero di natale creano strane ombre alle pareti e, finalmente con il mio dono tra le mani, ripenso a quella letterina indirizzata a Babbo Natale che i miei avevano tanto insistito che scrivessi e io non ho avuto troppe difficoltà perché tra i mie desideri c'è solo lui, l'eroe di ogni bambino, il pupazzo più amato e accessoriato degli anni ottanta e con un gesto secco e deciso, strappo via la carta da regalo e il viso familiare in gomma di… cosa??? Fermi tutti, che cavolo ci fa dentro il mio pacchetto questo Big Jim? Io avevo chiesto Ken Principe delle Feste! Ci deve essere un disguido, qualcuno deve aver invertito i pacchetti, qualcuno deve aver capito male, perché io non voglio un Big Jim vestito da guerra senza un minimo di gusto e sensibilità, io voglio Ken, il fidanzato di Barbie, quello con un fisico perfetto e il sorriso di alabastro, quello con i capelli biondi stampati direttamente sulla testa di plastica, quello che va a trovare la sua ragazza in quella villa da sogno con tanto di vasca idromassaggio che fa le bolle veramente. Mia cucina non permetterà mai di far uscire la sua Barbie Luce Di Stelle con questo buzzurro con la pistola! E io non potrò giocare con quella villa da sogno! Forse se gli realizzassi dei vestiti con la carta... ma… un attimo, cosa diavolo è questo? Leggo sulla confezione "Big Jim Faccia di Laser". Mio Dio, qui la situazione si complica. Giro il pupazzo e vedo che ha un bottone nel centro della schiena e pigiandolo, la maschera che porta sul viso si solleva e rivela il vero volto, un viso trasparente illuminato da una lampadina. Per tutte le scarpette di cristallo, questo è quanto di più lontano possa esistere dal principe azzurro, questo è un mostro! Cosa ho fatto per meritare un Big Jim cyborg? Mia cugina non permetterà mai che questo scherzo della natura, si avvicini alla sua collezione perfetta di Barbie fior di pesco e io sarò per sempre relegato in un angolo della stanza a giocare con i soldatini e il mio Big Jim faccia di Laser e a pochi metri da quella villa da sogno con tanto di ascensore e vestiti da sera di organza e tulle.
Quello fu uno dei natali più deludenti della mia vita, ma alla fine riuscii ugualmente ad ottenere il mio bel Ken Hawaii, con tanto di ghirlanda di fiori attorno al collo e costume da bagno sgargiante e, grazia a lui entrai di diritto nella favolosa villa da sogno di Barbie anche se, inspiegabilmente, mia cugina si stufava subito di giocare e inventare storie con me, preferendo la televisione e i cartoni animati e lasciandomi da solo sdraiato a pancia sotto sul parquet freddo della stanza da letto a inventare storie perfette e romantiche avventure...
Nessun trailer e nessuna pubblicità se non una semplice locandina. Vado a vedere questo spettacolo completamente a scatola chiusa e tra parentesi mi porto appresso altre sette persone che ho l'ansia da prestazione che se poi è bruto mi devo sentire il coro di quelli che "...ma dove cavolo ci hai portato?!", ma per fortuna la mia buona stella questa volta non mi abbandona e non rimango deluso, né io, né tutti gli altri, che ci siamo presentai in otto neanche fossimo una squadra di no so cosa... (ricamo?) e per la cronaca, non fate come me che arrivo davanti il teatro convinto di andare a ritirare i miei bei biglietti prenotati telefonicamente e mi ritrovo innanzi una serranda chiusa e luci spente che subito mi prende l'ansia da organizzazione che forse avrei dovuto controllare la via del teatro, ma ti pare che lo spostano? Ma del resto se a Lost spostano un'isola intera, per quale motivo non possono spostare un teatro?! Fortuna che sempre la mia buona stella ha fatto si che la nuova sede fosse duecento metri più avanti sullo stesso marciapiede, perché altrimenti mi sarei dovuto sorbire il coro di quelli che "...ma dove cavolo ci hai portato?!". Comunque, lo spettacolo è carino e se siete a Roma io lo consiglio a chi vuole trascorrere una serata in allegria che la trama è la classica commedia degli equivoci e tutto comincia con una ragazza che incontra un ragazzo per un appuntamento al buio, però lui è gaio e in verità non si capisce bene su che tipo di chat si erano iscritti questi per un simile disguido, ma non facciamoci troppe domande e iniziano così rocambolesche gag con personaggi stravaganti come un prete che seduce i fedeli durante le confessioni o una cartomante smemorata e così via e intrecci e continui cambi di scena che portano a un finale che non può che accontentare tutti, tra battute, isterismi e pulsioni sessuali e la regia è di Claudio Insegno e è vero che la parte comica prevale su i momenti di riflessione, ma non mi aspettavo di certo Schindler's List.Ora, non voglio fare la figura del solito pettegolo che sta sempre a parlare male delle persone, ma se questi sono i vincitori del concorso, gli altri partecipanti chi cavolo erano, gli Snorky?
7 giugno 2008. E anche quest'anno il Pride a Roma è andato.
In un clima di totale allegria e spensieratezza che quasi ci si stava dimenticando il perché siamo scesi ancora una volta per le strade della città a marciare uniti e compatti a ritmo di musica. Fortuna che poi ci hanno pensato i soliti urlatori al microfono a farci tornare il groppo in gola ricordandoci la storia dei diritti e dei pestaggi. E fortuna che poi ci son stati quegli altri lì a farci sorridere di nuovo quando ci hanno chiesto di cantare l'inno nazionale perché "Anche noi siamo cittadini italiani!!!" e allora giù con sei minuti di Fratelli d'Italia... neanche stessimo alla finale dei mondiali di calcio. Che poi, ci fosse stato anche solo uno tra la folla a cantare con la mano sul petto, ecco, forse la cosa sarebbe stata meno ridicola...
Tornato a casa accendo la televisione e mi sorprendo che il telegiornale nazionale non abbia minimamente accennato al Pride di Milano che si è svolto contestualmente. Tutte le telecamere puntate sulla manifestazione di Roma. Aveva ragione dunque la Carfagna, quando ha affermato che "Roma è la capitale della cristianità e quindi qui il gay pride è oltremodo provocatorio!"? E io che credevo di vivere nella capitale della Repubblica italiana... che pivello che sono... Che poi ve lo dico, dopo tutta quella camminata e la gente e l'umidità, e la musica e tutto il resto, io avevo un'ascella e una faccia lucida, neanche avessi fritto tutto il giorno involtini primavera.
La rivista inglese Gay Times ha proclamato come massima icona gay del momento, il rugbista Ben Choen. Ok, il tipo è carino, ma ritengo che un'icona debba essere qualcosa di più.
Anche in Italia è stato condotto uno studio simile (non so da chi), che ha preso in esame 500 gay scelti tra vari settori quali la moda, la pubblicità, ma anche operai e bancari. Quello che ne è venuto fuori è un dato sconcertante: Raffaella Carrà non è più tra le icone gay italiane. Le generazioni passano e i gusti cambiano. Ecco allora riportata la classifica delle 10 icone secondo non so quale magazine italiano.
10. Paola e Chiara: Presenza abbastanza scontata per le due sorelle che nel corso degli anni hanno fatto di tutto pur di accaparrarsi una fetta di quel pubblico che quando si affeziona, perdona qualsiasi cagata. Tra video sadomaso e apparizioni al gay pride, le sorelline Lezzi riescono ad apparire all'ultima posizione della classifica delle nuove icone gay italiane. Vamos a Bailr.
09. Gabriel Garko: Per essere bello è bello e gli è basto interpretare un malato di AIDS in un film di Ferzan Ozpetek per entrare nelle grazie della popolazione omosessuale. Mettiamoci anche un ruolo da protagonista in un film di Tinto Brass e nel serial Commesse e il gioco è fatto. Il bel Garko occupa la nona posizione, anche se vederlo come icona mi pare eccessivo.
08. Victoria Cabello: Lei è simpatica, intelligente, pungente e preparata. La Cabello conquista l'ottava pozizione nelle grazie dei gay italiani, probabilmente per merito dei suoi show sempre divertenti e un po' kitch, a suon di balletti demenziali e valletti oggetto. Le sue sono sempre trasmissioni di qualità e io spero abbia più spazio in tv.
07. Anna Tatangelo: Ora mi domando... Anna Tatangelooo? Personaggio più detestabile non poteva essere eletto, che poi con questa canzoncina da quattro soldi presentata a Sanremo avrà fatto sicuramente breccia nel cuore di milioni di gay tristi e soli e per lei questo so traduce in guadagni e fedeltà. Ma a me non mi frega. Scelta discutibile.
06. Daniele De Rossi: classe 1984, il numero 16 della Roma è sicuramente molto carino. Pacato, posato e educato, De Rossi è il ragazzo che tutti vorremmo presentare ai genitori, ma da qui al promuoverlo icona gay, mi pare un po' eccessivo. Si facesse vivo al prossimo gay pride e poi ne riparliamo.
05. Massimo Ambrosini. Chi?? Va bene che non seguo molto il calcio (diciamo per niente), ma questo lo hanno proprio tirato fuori dal cilindro. Google mi viene in soccorso e scopro essere un centrocampista del Milan alquanto bruttarello aggiungo io. Mi domando come sia finito in questa classifica e non riesco a darmi risposta.
04. Ambra Angiolini: Bambina prodigio (almeno nel campo televisivo), Ambra fa subito breccia nel cuore dei telespettatori. Ingrassa, conduce un paio di flop, sparisce, si fidanza con Francesco Renga e torna alla grande recitando in un film di Ferzan Ozpetek. Da sempre schierata dalla parte degli omosessuali, Ambra merita quest'onorificenza. T'appartengo.
Le prime tre posizioni, più che icone gay a mio avviso sono personaggi che i gay si vorrebbero sbattere (o farsi sbattere) e a questo punto getto la spugna perché secondo me abbiamo un concetto di "icona" molto differente. Tre sportivi di fama indiscussa per tre differenti sport. Ecco il podio delle nuove icone gay italiane:
03. Marco Bortolami: rugbista della nazionale dal fisico mastodontico, 110 kg per 1.96 m. Sorriso ipnotico e faccia da ragazzo per bene che si contrappone al fisico scultoreo e segnato dagli scontri, a me più che un'icona gay pare un Bronzo di Riace più massiccio. Marco almeno in questa classifica, pare aver battuto i due fratelli Mauro e Mirco Bergamasco ben più famosi di lui soprattutto all'estero. E comunque io sono nella mia fase I Love Rugby, sappiatelo.
02. Luigi Mastrangelo: faccia cattiva e fisico scolpito nella roccia, Mastrangelo è un pallavolista italiano alto 2.02 metri e come sia finito in questa classifica io proprio non lo so. E non venitemi a dire che i giovani gay lo prendono come esempio, perché secondo me lo voglio prendere… da qualche altra parte. Che poi questo secondo me i gay li pista di botte se li incontra per strada e con quelle mani lì son sicuro che fa pure tanto male…
01. Fabio Cannavaro: più volte apparso nelle prime file delle pubblicità di Dolce & Gabbana che hanno contribuito a farlo apprezzare al pubblico gay, Fabio più che bello lo definirei bono. Classico sorriso partenopeo, e talento sul campo, è lui a vincere lo scettro di icona gay italiana. Ora ci vorrebbe qualcuno che vada a consegnargli questo premio e sentire lui cosa ne pensa...
Notte di Capodanno. Il Tizio davanti a me sta attraversando la sala stracolma di gente e io lo seguo sfruttando il varco che sta creando a suon di gomitate e spintoni. Improvvisamente Tizio si frema, si gira, mi guarda e mi fa: "Non riuscivo a capire perché tutti quanti stessero guardando nella tua direzione, ma ora che ti ho visto mi è tutto più chiaro..."
Io, con aria compiaciuta, ma finta ingenua: "Perché, ho una cosa tra i denti...?"
Era un complimento il suo, vero? Perché se mi ha fatto stare per tutta la notte con un pezzo di insalata tra gli incisivi giuro che...
Che la performance di Britney Spears agli Mtv VMA 2007 (guarda il video) sia stata peggio della mia recita di Natale targata 1987, su questo non ci piove. Come è un dato di fatto che la povera Spears indossasse delle extension più che visibili manco si fosse attaccata le ciocche di capelli una ad una con lo scotch. E potrei andare avanti descrivendo quel bikini nero scintillante che in confronto Leo Gullotta vestito da Signora Leonida sarebbe stato più sexy (e vorrei conoscere chi glie lo ha consigliato, perché secondo me è stata la perfida Rihanna che non ha fatto altro che ridere come una matta per tutta la goffa esibizione). Il palcoscenico di Mtv doveva segnare il suo grande ritorno, ma forse ha solo confermare l'immagine di svitata che nel corso degli anni la Britney si è cucita a dosso. Un totale fiasco, talmente ridicola che ogni giornale ha riservato un trafiletto per deriderla. Talmente un flop da sembrare quasi studiata a tavolino da un genio del marketing. Qualche anno fa si esibiva al fianco di Christina Aguilera e baciava sulla bocca Madonna, e adesso non riesce neanche a seguire il playback. Eppure, nonostante questo, la sua nuova canzone Gimme More, è in vetta a tutte le classifiche americane. E secondo me non a torto...
Pare, sia uno dei futuri brani del nuovo album in uscita a Novembre e i suoi fan più sfegatati impazzano al solo pensiero. Sto parlando ovviamente di Candy Shop, quello che con ogni probabilità diventerà il primo singolo dell'ex Material Girl. Ritmo molto R&B, come del resto preannunciato dalla stessa Madonna, che in questo nuovo lavoro collaborerà con grandi della musica del calibro di Pharrel, Justin Timberlake e Timbaland. Ho ascoltato la canzone e questo stile un pò R&B-Hip Hop mi fa tanto 2006 e poi bisogna anche ammettere che con Pharrel, Timberlake e Timbalan ormai ci ha duettato anche
Accolgo l'invito di Matt e Clà e mi pronuncio a riguardo. Non è facile districarsi in una questione tanto spinosa. Soprattutto se le versioni dei fatti sono così discordanti. La notizia, così come viene riportata dai giornali, è questa: Roma 27 luglio 2007, due ragazzi vengono fermati e denunciati da una pattuglia dei carabinieri per atti osceni, perchè si baciavano davanti al Colosseo.
La difesa dei ragazzi: E' stato solo un bacio! Ci stavamo dirigendo al motorino posteggiato davanti al Colosseo e ci siamo baciati. Ci ha illuminato il fascio di luce di una gazzella dei carabinieri e ci hanno chiesto i documenti. E' stato solo un bacio, giuro! Magari un bacio un po' focoso, sulle labbra e sul petto, ma niente di più. Poi sono arrivate altre due auto dei carabinieri e quel punto ci hanno perquisito e portato in caserma.
L'accusa dei Carabinieri: Non era solo un bacio ma bensì "sesso orale", reato palese ed inequivocabile! La nostra pattuglia li ha sorpresi nel compimento di un atto inequivocabilmente osceno. Una volta ricompostisi li abbiamo accompagnati in caserma e denunciati per atti osceni in luogo pubblico (Se Alessia Marcuzzi fosse stata ancora al Distretto, son sicuro che un simile abbaglio non si sarebbe mai preso...!).
La difesa dell'Arcigay: E' un fatto gravissimo, mostra che ancora oggi le coppie omosessuali sono considerate di serie B. Le lesbiche ed i gay in Italia non devono più subire soprusi di questo tipo. Organizzeremo un bacio collettivo e ci baceremo in pubblico tra una settimana, quando le autorità renderanno pedonale quel tratto di strada incriminato e dove si affacciano il maggior numero di bar gay della città, e saremo tanti, centinaia! Sarà la nostra risposta alla denuncia per atti osceni.
L'accusa della Lega Nord: Se c'è stata una violazione del codice penale, come risulta dalla versione fornita dai carabinieri, l'intervento è stato più che legittimo. Una cosa è rivendicare la rimozione di alcune discriminazioni, cosa su cui siamo d'accordo, altra cosa è sostenere che una coppia di omosessuali debba avere un trattamento diverso da altri.
Il Lord Santi Licheri: Sono terrorizzato nell'asserire che condivido l'opinione fin troppo smielata della Lega. Da loro mi aspettavo un "Che peste li colga! Patiscano lo stesso trattamento riservato a Giovanna D'Arco!!!" e invece la loro risposta mi appare stranamente intelligente e oculata. In definitiva il nodo della questione è tutto nel bacio o non bacio e d'innanzi a una questione simile anche il Giudice Santi Licheri con il suo tono sempre educato e pacato, vacillerebbe. Chi dice la verità? La versione di due ragazzetti non mi convince un granché, prima parlano di bacio, poi diventa un "focoso bacio" e alla fine dicono che si stavano baciando il petto, che in linguaggio gay significa "Ci stavamo leccando i capezzoli...". D'altro canto sappiamo pure che le forze dell'ordine quando vogliono mettere in mezzo qualcuno, non badano troppo ai convenevoli e colpiscono indistintamente colpevoli e innocenti. Immagino che, come spesso accade, la verità si trovi nel mezzo. Per solidarietà mi verrebbe da credere ai due ragazzetti, e dire che si, si stavano solo baciando è vero! ma sono anche sicuro che di lì a poco, dal petto sarebbero scesi molto più sotto, fino ad aprire la cintura dei pantaloni e baciare altre zone ben più nascoste, altrimenti non vedo il perché infrattarsi sotto il Colosseo. Però ora che ci penso, se così fosse stato, se erano ancora fermi al petto, li avrebbe dovuti arrestare Tom Cruise e la sua sezione Precrime, con tanto di Precog al seguito (...chi non ha visto Minority Report probabilmente non capirà la divertentissima battuta...). Che poi a Roma di posti dove "appartarsi" ce ne sono a frotte. Palombini, Monte Caprino, Galoppatoio di Villa Borghese, insomma, non fatemi fare la lista completa. Sti due poveracci proprio lì si dovevano mettere? L'Arcigay dice che è un fatto gravissimo e mi unirei al suo coro se fossi sicuro della castità dell'evento, ma forse in cuor mio quei due poveri ragazzi già li ho condannati. Probabilmente andrò al bacio di gruppo organizzato dall'Arcigay, o magari no, ancora non lo so, ma una cosa non mi convince proprio: siamo sicuri che non sia più adeguato organizzare un "pompino" di gruppo data la situazione?!
E ora passerò con le due ciotole d'ottone per raccogliere i vostri sassolini e vedere da che lato penderà la bilancia di Forum... chi è il primo a dire la sua?
Fonte ufficiale: Repubblica.it
Ventitré anni e sguardo da pantera. Chi è la ragazza della foto qui accanto?
1) È la nuova Miss Pakistan. Diventata famosa per aver partecipato al concorso, interamente coperta dal burqa. Ha mostrato il suo viso e le sue forme solamente dopo aver impugnato scettro e corona della vittoria.
2) È Miss Trans 2007, e sfido Enzo Mirigliani a scovare le "piccole" differenze che intercorrono tra lei e le nostre aspiranti Miss... anche se ora che ci penso, Mirigliani poveretto, non riconoscerebbe più neanche la differenza tra sua figlia Patrizia e Carlo Conti...
3) È la vincitrice del concorso per modelle di Tyra Banks. Dalle passerelle a pulire i marciapiedi seguendo le orme di Naomi. Non ditemi nulla, ma scommetto che si redimerà leggendo
4) È Paris Hilton. (...si, lo so che non ci somiglia, ma il suo nome è sempre e ovunque senza una ragione ben precisa... che quasi, quasi, potrebbe anche essere vero!).