martedì, 11 agosto 2009

Du ledighet för semester

Valigia aperta sul letto. Sto piegando il maglione grigio e blu e la felpa di Abercrombie quella che normalmente metto a novembre. Dicono che dove vado, non fa molto caldo. Oddio, a dire il vero le previsioni per domani mettono pioggia e temperature intorno ai 18 gradi e quindi non è che non fa caldo, fa proprio un tempo di merda che forse farei meglio ad andare a comprare un ombrello dato che l'ultimo mi si è autodistrutto alla prima folata di vento che praticamente son rimasto solo con la struttura metallica come fosse un parafulmine. Ma effettivamente lo avevo pagato due euro dai cinesi, anzi che non si è sciolto come un foglio di cara velina. Apro il cassetto e prendo il costume da bagno quello nero della Speedo e anche la canottiera quella che ho comprato la settimana scorsa e sono perfettamente consapevole del fatto che non le userò mai, ma trent'anni di viaggi, mi hanno insegnato a non dare mai nulla per scontato. E poi occupano così poco spazio che sarebbe un peccato non portarle che poi metti caso che mi servono e non ce le ho con me, mi pento. Ovviamente faccio lo stesso ragionamento anche per tre paia di scarpe da ginnastica che in vacanza si sa, si cammina tanto e bisogna stare comodi e poi un buco per i jeans quelli strappati figuriamoci se non viene fuori. Effettivamente ogni anno parto con una valigia che potrebbe andare benissimo per un mese di sopravvivenza. Forse farei prima a imbarcare direttamente i cassetti. Che poi ogni volta che torno, la metà delle cose sono ancora perfettamente piegate perché non le ho mai messe, ma del resto posso decidere sin da ora quale maglietta vorrò indossare tra una settimana? Dove vado io mi sa che non ci sono molti souvenir da comprare che non è come quando sono andato ad Amsterdam che mi avevano chiesto i bulbi di tulipano e la marijuana (e ovviamente ho portato solo i bulbi, ecco, sia chiaro), o come quando sono andato a New York o Los Angeles che ho riportato collane di Tiffany, scarpe della Nike e Levi's per tutti. Quest'anno mi sa tornerò solo con scatole di aringhe e salmone. Al massimo un Expedit e un paio di mensole Lack, ma niente di più. Oltre alle solite mille foto, quelle le davo per scontato. Chiudo la valigia consapevole di aver dimenticato qualcosa di fondamentale e nella mia testa ripasso le cose che normalmente lascio a casa con più frequenza e lo spazzolino lo ho preso, caricabatterie di ogni tipo e per qualunque attrezzo elettronico messo dentro, passaporto e carta di credito ce le ho, macchina fotografica anche, quindi direi ho preso tutto. E ora si parte per le vacanze!

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categoria: viaggi, estate


giovedì, 06 agosto 2009

La Crema Solare

"Chi mi mette la crema sulla schiena?"
Quante volte abbiamo detto, o sentito questa farse perché in fondo, alzi la mano chi non ha mai provato a spalmarsi da solo la protezione sulla schiena, facendo gesti a dir poco goffi peggio di una tartaruga capovolta che cerca invano di riposizionarsi sulla pancia, per poi arrivare alle sette di sera pezzati come un dalmata, perché ovviamente non siamo riusciti a raggiungere tutte le zone del nostro corpo in egual misura. E allora, ecco che ci si rivolge agli amici o il fidanzato, con la fatidica domanda: "Chi mi mette la crema sulla schiena?" che poi, diciamola tutta, io ho sempre odiato spalmare la crema alle persone perché insomma, è una cosa veramente imbarazzante per non dire addirittura sconveniente, ecco. Lo spalmarsi la crema implica una certa conoscenza e anche una certa complicità che non è che potete alzarvi e andare dal tipo del lettino affianco e chiedergli con fare angelico se vi spalma la crema che insomma, a meno che voi non siate Raul Bova, ecco, perché in quel caso allora potrebbe essere anche piacevole fare questa estrema gentilezza, però se avete una tempesta di pustole o la schiena pelosa come un cinghiale, insomma, per me puoi pure bruciare vivo, ecco.
Ogni tanto invece si vedono quelli che la crema non la spalmano. La lasciano lì a evaporare o non so a fare cosa e li vedi che vanno in giro con queste strisce bianche su naso e fronte come appartenessero a qualche vecchia tribù di indiani d'America o magari la lasciano sulle spalle facendo ben attenzione a non farla assorbire che a questo punto mi domando per quale motivo avete tolto la maglietta se dovete rimanere in questo stato.
I più simpatici però, sono quelli che hanno questi spruzzini di ultima generazione tipo acqua solare o roba simile che puntualmente si piazzano controvento e tutto il loro spruzzo me lo trovo sempre in faccia io che porcamiseria, non c'è mica bisogno di conoscere le fasi lunari e il moto delle maree per capire che se c'è vento e ti spruzzi da un metro di distanza, fai la doccia a tutta la spiaggia e addosso a te non ne arriva neanche una stilla. Ecco. 
Personalmente poi, io sono uno di quelli che odia la sabbia che quando si increma, vorrebbe chiudersi sotto vuoto come il prosciutto Rovagnati pur di rimanere intonso e invece non appena mi sdraio c'è sempre un coglione di turno che passa con i sandali accanto all'asciugamano alzando una quantità di sabbia pari a una tempesta nel Sahara, lasciandomi impanato come una cotoletta alla milanese e quando è così, è inutile provare a sgrullarsi via i granelli di dosso, perché l'effetto è lo stesso della mosca nella ragnatela, più ci si muove e più si rimane fregati.
E comunque ve lo dico come consiglio da amico, il sole fa male, quindi proteggete sempre la vostra pelle con la giusta crema e soprattutto, eviatate di diventare color mogano. Un bel colorito sano e dorato va bene, ma la pelle marrone lasciatela a Sandra Mondaini.

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categoria: estate


domenica, 02 agosto 2009

In Viaggio con Fuffi

Ovviamente la signora mi ha sgamato mentre la immortalavo con il cellulare. La discrezione non è mai stata il mio forte.

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categoria: estate, tutto fa brodo


martedì, 30 giugno 2009

29 giugno

Iniziare la settimana di martedì, è veramente un toccasana per il buonumore, soprattutto se sai che il resto dell'Italia sta lavorando. Ieri al mare si stava così bene che sembrava di stare a Venice Beach, ma senza palme e con l'acqua più verde. Per tre ore sono stato posseduto dallo spirito di Mila Azuki, ma oggi che sono tornato in questo corpo mortale di trentenne scansafatiche, mi fa male veramente tutto come fossi precipitato giù da un dirupo del Monte Bianco. Possibile che il corpo umano sia composto da così tanti muscoli che normalmente non vengono utilizzati? Direi che non ho più il fisico per giocare tutto il pomeriggio a beach volley sulla spiaggia... ohi ohi.

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categoria: estate


domenica, 11 novembre 2007

Singing In The Rain

Sotto La PioggiaNella capitale brilla il sole quasi tutto l'anno. Siamo abituati a un clima talmente mite e temperato che quando arrivano le prime piogge, ci colgono quasi sempre impreparati. Ma noi italiani siamo anche un popolo fantasioso e ecco che ci proteggiamo dall'acqua con ingegnose trovate.

 

- Il manager. Completo scuro, borsa di pelle nella mano destra e giornale nella sinistra. Colto improvvisamente dalla pioggia, si copre come può la testa con il quotidiano di turno. Ovviamente dopo cinque gocce la carta comincia a putrefarsi e l'inchiostro a colare.

- La vecchietta. Appena uscita dal parrucchiere e fiera dei suoi capelli turchini, protegge la sua chioma cotonata con una busta di plastica raccattata non si sa dove con il risultato che in dosso è completamente zuppe, ma i capelli sono salvi. Una ventata di troppo, le farà scivolare la busta davanti la bocca e la morte per soffocamento sarà assicurata. Ma vuoi mettere che classe stramazzare al suolo con i capelli appena fatti!

- La signora megalomane. Il cielo minaccia quattro gocce e lei tira immediatamente fuori uno di quegli ombrelli che da chiusi sono grandi come una matita da disegno, ma quando li apri fanno concorrenza agli ombrelloni di Ostia Lido. Di quelli talmente grandi che ogni volta s'incastrano tra un palo della luce e il muro. Di quelli che mentre corri zuppo alla ricerca di un riparo, loro ti intralciano la strada e non si spostano senza prima averti messo uno spuntone nell'occhio.

- La signora double faces. Che la vedi e ti fa pure un po' tenerezza perché ha quest'ombrello talmente piccolo che se si coprisse con il palmo della mano sarebbe la stessa cosa. Talmente piccolo che il più delle volte è tutta presa a coprirsi il davanti della faccia e non si è ancora accorta che ha tutta la schiena zuppa manco le avessero fatto un gavettone alle spalle.

- Quelli con l'ombrello del 15/18. Che tentano di tenere aperto quest'ombrello talmente sgangherato che basta uno starnuto per farlo scappottare e essendo completamente rotto da un lato, l'acqua continua a colargli lungo una spalla.

- La coppia innamorata. Sta lì sotto la pioggia battente, avvinghiata bocca nella bocca senza accorgersi dei fulmini che gli stanno cadendo a tre metri di distanza. In verità vorrei proprio conoscere i registi che inventano queste scene, perché io queste situazioni le ho viste solo nei film e non ditemi che sono poco romantico perché secondo me bisogna essere proprio scemi a rimanere abbracciati sotto la pioggia senza andare alla ricerca di un riparo...

- Il temerario. Continua a camminare sotto la pioggia manco fosse una fresca giornata di primavera e ha i capelli incollati alla fronte e l'acqua gli è arrivata fin dentro le ossa, ma lui continua ad avere quella faccia da duro che non glie ne frega nulla, ma dentro di se sta tirando giù tutti i santi del calendario. Lo so perché è capitato anche a me.

- La turista giapponese. È un po' una categoria a se, perché lei in verità l'ombrello lo tiene sempre aperto e poco importa se il sole è così forte da sciogliere l'asfalto o se l'uragano Katrina ha appena iniziato a scatenare la sua violenza. Tanto lei l'ombrello non lo chiude mai.

- La coppia col passeggino. Che li vedi camminare spensieratamente, spingendo un passeggino coperto da un telo di plastica interamente appannato che non si sa se il ragazzino sotto è ancora vivo o già morto soffocato, e che ad ogni modo sta lì inerte, sudando sette camicie neanche fosse in una serra tropicale.

 

Che poi ultimamente bastano un paio di gocce e ecco spuntare da tutti i lati allegri indiani muniti di grappoli di ombrellini che io mi chiedo dove cavolo fossero appostati prima del temporale che in giro per le strade non se ne vedeva neanche uno ma che poi è bastata quell'unica goccia per farli uscire più rapidamente delle lumache...

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categoria: estate, tutto fa brodo


mercoledì, 05 settembre 2007

I Meloni di Melita

Melita: Copertina del calendario 2007/'08

Il successo e la notorietà spesso durano un battito di ciglia. Si sa. E lo sa bene anche Melita Toniolo, la subrettina tutte moine, resa popolare dall'ultima edizione del reality show Grande Fratello e poi adottata dal nulla cosmico di Lucignolo Bellavista dove, per ovvi motivi, il suo personaggio senza nulla da dire, si è trovato come il cacio sui maccheroni. Ma nel mondo dello spettacolo si sa che certi treni spesso passano una volta sola e quando questo succede bisogna coglierli al volo. Ecco quindi arrivare nelle edicole di tutta Italia il sexy calendario di Melita, e poco importa se l'estate ci ha voltato le spalle da solo una settimana, perché Melita le spalle non ce le volta di certo e quando lo fa è solo per mostrarci il suo culo burroso. E così, la vediamo apparire in un insolito calendario che inizia con il mese di settembre e finisce con il dicembre dell'anno successivo. Non c'è che dire, al Grande Fratello non è salita neanche sul podio, ma in fatto di calendari, è arrivata di sicuro per prima. Della seria: "battiamo il ferro finché è caldo".

 

Una parete di roccia, uno sguardo sexy colto da dietro la spalla... quasi mi verrebbe da pensare che questo calendario è uscito talemnte di corsa che non hanno avuto il tempo di pensare a qualche posa nuova e originale... e non mi stupirei troppo se Melita, avesse indossato un turbante color arancio prima di rifilare la foto in quella maniera... Alessia Marcuzzi insegna, nel suo calendario 2000 per Panorama.

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categoria: segnalazioni, televisione, estate, attualitĂ 


giovedì, 30 agosto 2007

Roma Capoccia

Dite pure quello che volete, ma secondo me, Roma è una delle città più belle al Mondo. Si bella, ma vivendola giorno per giorno, per 28 anni, ormai non fa più lo stesso effetto. Come un gioco di prestigio di cui ormai hai scoperto il trucco. Conosco i suoi lati più bui e nel corso degli anni ha imparato a farmi arrabbiare. Vengono da ogni parte del mondo per visitare le sue meraviglie, mentre io percorro i suoi vicoli puntando diritto alla meta senza fermarmi a guardare il panorama. Se vogliamo, è un pò come essere la figlia di Madonna. Anche se sei solo una bambina, sei consapevole che tua madre è la cantante più famosa al mondo e sai anche che tutto quello che tocca diventa oro. Lei riempie gli stadi durante i concerti e la gente farebbe carte false per avere anche solo un suo autografo. Ma tu, quando la guardi, vedi solo una vecchia donna che ti mette in punizione se stai troppo tempo davanti la televisione. È tua madre cazzarola, può essere Madonna, Cher o Gesù Cristo, ma per te rimarrà sempre quella stronza che non ti ha fatto uscire con le amiche nel giorno che poteva essere il più bello della tua vita. E così io rimango imbottigliato nel traffico davanti all'Ara Pacis o maledico un autobus che non passa mente aspetto sotto il Vittoriano o impreco contro il Comune che mi ha chiuso una strada perché doveva rifare il manto di sampietrini proprio quando devo passare io. Ecco. Non posso fare altro che invidiare tutti i turisti che visitano Roma e invidio soprattutto la loro ancora ingenua capacità di stupirsi davanti a panorami che io do per scontato. Prendiamo il Colosseo ad esempio. A chi non piace il Colosseo? Eppure per anni, ai miei occhi è stato solo un inutile ostacolo di travertino, da aggirare per raggiungere nel più breve tempo possibile la mia facoltà. Ecco svelato il motivo dei miei frequenti ritardi. "Prof., mi scusi, ma il Colosseo mi ostruiva la strada!" Chi mi avrebbe mai creduto... Però poi, quando vedo le fotografia dei turisti che vengono a Roma, mi rendo conto del grande patrimonio che ho sotto il naso e mi sento uno stupido perché per molte domeniche sono andato a perdere il mio tempo al mare quando potevo fare il turista in patria. Ma volete mettere quanto è più rilassante stare sdraiati sotto l'ombrellone a sfogliare il Vanity, piuttosto che camminare sotto il sole cocente tra asfalto e case vecchie! Andiamo, questo posso farlo quando voglio!

Poi però, vedo le fotografie di Matt e mi rendo conto ancora una volta di quanto è bella Roma. Roma Capoccia...

Ecce Deus - foto by *MattJR*

 

 

 

 

Commento di Matt a questa foto:

Non immaginavo che i sampietrini di San Pietro fossero così scuri, così lisci, quasi morbidi e caldi. [...]

 

Risposta del Lord:

Non immaginavi che i sampietrini fossero così lisci? Tesoro mio, forse perché non sei mai andato in moto con un pò di pioggia, fidati che diventano più scivolosi di una lastra di ghiaccio che manco a Holiday On Ice. E ti assicuro che quando ci sbatti il grugno sopra... sono tutto tranne che morbidi...

 

Clicca qui per vedere tutte le foto del Matt

postato da Lord79 alle ore 15:40 | Permalink | commenti (19) / commenti (19) (pop-up)
categoria: architettura, arte, estate


venerdì, 17 agosto 2007

Incontri Casuali, Incontri Organizzati

Serata al Gay Village. Non c'è molta gente in giro, ma probabilmente perché è un semplice giovedì. Mentre mi trascino annoiato da una parte all'altra della pista da ballo, mi ferma un ragazzetto e se ne esce con la frase che più temo al mondo: "Ciao, ti ricordi di me?!". Ma che domanda ridicola... ovviamente no! Solo che non è proprio educato sbatterglielo in faccia in questo modo e quindi rispondo con una contro domanda che mi rendo conto troppo tardi essere altrettanto scortese: "Esiste un motivo per cui dovrei ricordarmi di te?". Dico alzando un sopracciglio. "Certo...!" risponde il tizio entusiasta "...abbiamo parlato su msn e poi tu sei anche stato con mio cugino!" Parlato su msn? Stato con suo cugino?? Io non sono stato proprio con il cugino di nessuno! Vabbé, forse qualcuno un cugino ce l'avrà pure avuto... però... ma poi chi cavolo è il cugino di sto tizio piuttosto?! I conti son presto fatti: potrebbe essere la CommessaDaiCapelliBrutti o magari... ma che cavolo sto facendo?! Io non vado a chattare su msn con gli sconosciuti! Questo sta solo cercando un pretesto per rimorchiarmi!! E io che sto pure qui a dargli retta...

 

Raccolgo il suo invito e quando arriva a Roma per una breve vacanza ci telefoniamo per incontraci. Presentazioni di rito, una passeggiata veloce e un aperitivo a Trastvere, mi fanno apparire Falcon82 come il classico bravo ragazzo che ha concluso gli studi, ha una laurea nel cassetto e ora lavora come informatico o qualcosa del genere. Intanto che parliamo con un cocktail davanti al naso, mi pare di cogliere la spensieratezza dei suoi 25 anni nel voler visitare Roma senza schemi e programmazione e nel vedere come stringe la mano al suo fidanzato che si vede lontano un miglio che stanno insieme da poco e sono ancora nella fase delle coccole e non perdono tempo a battibeccare come due zitelle sessantenni che poi saremmo il Sir ed io, ma nonostante questo ci amiamo tanto...

Falcon è pacato e simpatico e non si infastidisce neanche quando una comitiva di sudamericani inizia a cantare a squarciagola al nostro fianco innalzando boccali di birra e facendo foto a destra e a manca e io li avrei fatti fuori tutti con un coltello da cucina, ma lui, che forse è un pizzico timido, si limita a sorridere divertito. Ci saremmo dovuti incontrare di nuovo per visitare la mostra di Valentino all'AraPacis, ma dopo aver trascorso una notte con la testa nel cesso a riguardare la mia cena, ho ritenuto che sarebbe potuto partire anche senza rivedere la mia faccia smunta e olivastra. Pazienza, è andata così, ma grazie comunque per essermi passato a trovare.

 

Cammino tutto tranquillo sulla riva, con i piedi che si bagnano ad ogni onda, quando sento qualcuno che mi chiama per nome. "E mò chi cacchio è?!" penso educatamente e, quando mi giro, vedo un omino dai capelli sparati che mi guarda divertito. Solito imbarazzo di quando uno si ricorda di te e tu non ho hai la più pallida idea di chi sia. Inizio a sperare che quel coso molliccio nella mia testa che chiamano cervello cominci finalmente a funzionare, ma niente. Non si muove nulla. Vedendo la mia espressione un pò ebete, l'omino aggiunge "Sono Italian Psycho!" Uh Sigur ma tu dimmi chi vado a incontrare in questa terra desolata! Vabbé, forse non è poi così desolata... anzi, diciamo che è una spiaggia piuttosto affollata, ma tu pensa chi ho incontrato ugualmente! Iniziamo a parlottare e lui mi sembra anche simpatico e gentile e a dire il vero ci rimango un pò male quando mi accorgo che non ha intenzione di insultarmi, né di fare qualche battuta acida. Insomma, come scoprire che Rocco Siffredi a letto è un timido pasticcione o magari che la Strega di Biancaneve fa della beneficenza! Uno si immagina le persone in un modo e invece... e credevo anche avesse i capelli biondastri e non nero corvino come Morticia Addams, ma ammetto che questa cosa del biondo non so come me la sono immaginata. Ho sempre immaginato che Psycho, con questo nome, avesse uno sguardo folle alla Christian Bale e invece mi trovo davanti due occhi teneri da Furby (bé, ora che ci penso i Furby sono più inquietanti che teneri, ma fa lo stesso...). Nonostante questo lo ringrazio per avermi fermato e salutato e mi scuso se sono andato via senza passare a salutarlo, ma sepro capirà dato che per tornare alla civiltà occorreva fare tutti quei gradini... (mi stanco solo a ripensarci...). Ciao Psy!

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categoria: viaggi, estate, tutto fa brodo


mercoledì, 25 luglio 2007

Combattere le zanzare

Zanzara TigreNon è che abiti proprio in una palude, ma se la signora del piano terra continuerà ad innaffiare così tanto, ben presto il suo giardino si tramuterà in una risaia e allora si che ci sarà bisogno di tirare fuori l'artiglieria pesante e combattere le zanzare un pò come nel film Starship Troopers che, tra parentesi, secondo me è quasi un capolavoro della fantascienza, ma non so per quale motivo è sempre stato snobbato dalla televisione italiana, l'avranno trasmesso si e no due volte in vent'anni, mentre Marcellino Pane e Vino (che diciamoci la verità, è tanto un bel film, ma due palle micidiali...), lo danno tutti i santi natali, ma non è questa le sede adatta per approfondire questo argomento. Stavo parlando di zanzare e ovviamente del modo per contrastarle. Accendere fornelletti con piastrine Vape o spruzzare in aria insetticidi potrebbe essere un modo efficace, ma mia nonna mi ha sempre insegnato che ci sono altri metodi altrettanto efficaci, ma decisamente più naturali.

 

  • Il filo di rame. In verità ignoro il suo funzionamento chimico, credo abbia a che fare con la sua ossidazione, ma non ne sono sicuro, fatto sta che mia nonna ha sempre detto che mettere un piccolo filo di rame nei sottovasi, avrebbe contrastato la deposizione delle uova di zanzara nell'acqua ristagnante. Se non avete a casa un filo di rame (va bene un qualsiasi filo elettrico), potete sempre provare con una moneta da uno, due, o cinque centesimi, ma ricordate di non abbondare per non far sembrare i vostri sottovasi una succursale di Fontana di Trevi.
  • Il mozzicone. In mancanza del filo di rame, o se siete talmente tirchi da non voler usare un paio di centesimi, lo stesso risultato si può ottenere mettendo un mozzicone di sigaretta nel sottovaso. In questo caso sarà la nicotina a funzionare da veleno per le uova di zanzara. Certo, non è che sia tanto bello da guardare avere un posacenere al posto di un sottovaso, però se serve a contrastare le zanzare...
  • I gerani. Puzza un pò di legenda metropolitana, come l'esistenza del Mostro di Lochness o gli avvistamenti dell'Uomo delle Nevi, però alla fine tentar non nuoce. Secondo alcuni studiosi, i gerani emanerebbero uno odore sgradevole alle zanzare e per questo motivo le scaccerebbe. La specie di geranio più adatta allo scopo è il Pelargonium odoratissimum o più semplicemente il geranio odoroso, caratterizzato da piccole foglie pelose e frastagliate molto aromatiche e piccoli fiori bianchi o rosei. L'unico modo per verificare l'efficacia di questo metodo, è riempire i balconi con questa pianta... sempre che abbiate un minimo di pollice verde.
  • Le candele alla citronella. Alcuni vegetali contengono degli oli con un effetto repellente per le zanzare. Ho già parlato del geranio, ma questa sostanza è presente anche nel cedro e nella citronella. O se preferite si può trovare anche nel prezzemolo, la menta, la lavanda, il pino, la cannella, il rosmarino, il basilico, il timo, l'aglio e la menta piperita. L'olio di citronella, che ha un profumo di limone, è il più usato per ovvi motivi (immaginate un olio all'aglio...) e le candele alla citronella possono ridurre del 42 per cento le punture di insetti, ma se avete finito la vostra scorta, ricordate che anche una normalissima candela riduce le morsicature grazie al solo effetto della fiamma che elimina l'umidità.

Con questi pratici consigli dovreste essere al sicuro per tutta l'estate e ora una piccola curiosità: lo sapevate che è solo la zanzara femmina che si nutre di sangue per produrre le uova, mentre invece il maschio, che muore dopo aver fecondato la femmina, non punge mai perché si ciba del nettare dei fiori? Queste femmine… sono sempre loro a combinare casini!

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categoria: ricette, estate, attualitĂ , zanzare, tutto fa brodo


domenica, 22 luglio 2007

Un costume al giorno...

Caldo umido e termometri che sfiorano i quaranta gradi, ci ricordano che la stagione estiva è ormai bella che inoltrata e che, come ogni anno, le località di mare saranno le mete preferite dalla maggior parte degli italiani. Ma cosa indossare sotto l'ombrellone per non commettere vistosi errori. Il Lord dispensa consigli di cui se ne poteva fare tranquillamente a meno… e tu di che costume sei?

Costume Bermuda Costume Culotte Costume Slip

Il bermuda. Per uno spirito da surfista anche nelle spiagge più metropolitane, il costume a pantaloncino si adatta certamente a ogni tipo di fisico, l'unica regola fondamentale è non allacciarlo sopra l'ombelico per evitare il fantozziano effetto ascellare. Pratico per prendere il sole come un termocoperta nel Sahara, il Lord consiglia: utlilizzatelo per passeggiare in riva al mare, ma non prendeteci troppo la tintarella, perché per quanto cercherete di tirarlo su e arrotolarlo, state pure certi che l'effetto coscia bianca è assicurato. Il Lord consiglio n°2: recentemente rivisitato con modelli lunghi fino a metà polpaccio, oltre a far sembrare tutti dei nani, è talmente scomodo che tanto vale andare al mare in jeans...

 

La culotte. Per chi non se la sente di "esibirsi" con uno sfrontato slip, ma non vuole rinunciare alla comodità della Lycra, la soluzione ideale è senza dubbio la culotte. Per molti ma non per tutti, il Lord consiglia: non pensateci neanche se avete una tavola da surf al posto delle chiappe.

 

Lo slip. Un must nelle spiagge gay, dove si può ammirare in ogni colorazione e fattezza l'importante è avera la marca ben in vista, lo slip è l'ideale per fisici tonici e asciutti. Pratico per la sua assoluta libertà di movimento sia in spiaggia che in acqua e rapido ad asciugarsi, lo slip è senza dubbio il modello che preferisco, soprattutto nelle versioni monocromo. Lord consiglia: non esageriamo con la sgambatura se non vogliamo essere scambiati per Sabrina Salerno ai tempi di Boys Boys Boys.

 

Le immagini sono state inserite con l'unico scopo di alzare il livello ormonale dei lettori. Foto e costumi da bagno sono un'esclusiva AussieBum.

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