giovedì, 02 luglio 2009

Baci e Abbracci

Conosco alcune persone che quando ti salutano con il bacetto, non emettono alcun suono. Son lì che si sporgono verso di te, ti sfiorano la guancia e mentre tu pronunci i due classici "smack, smack", loro rimangono muti senza dire nulla. No dico, ma che mi saluti solo con due zigomate? Perché è piuttosto imbarazzante sentire solo il suono della propria voce che fa un verso come stesse chiamando un gattino per la pappa. Se non ti va di salutarmi con il bacetto, anche una stretta di mano va bene insomma, però che sia una vera stretta di mano e non quelle cose che sembra di stringere un panetto di burro e neanche una di quelle strette che pare di mettere la mano in una morsa che io non capisco, nessuno vuole fare la figura della figa moscia, però ci son certi che la mano te la disintegrano e io insomma, non è che son proprio delicato ecco, però andate ci piano! Non sono mai stato tipo da bacetto che ormai li do perché è entrato in uso comune non si sa per quale motivo, però bho, fosse per me non li darei mai e poi prima non mi pare fosse una cosa così di moda, quando ero più piccolo intendo. Alle medie non salutavo mica i compagni di classe con il bacetto?! Però ora che ci penso, ricordo un periodo delle superiori in cui si salutavano le persone addirittura con tre baci che due era diventato da sfigati vai a capire per quale motivo, ma quelli erano gli anni novanta e sinceramente di sensato negli anni novanta c'era veramente poco, dico, vogliamo ricordare i pantaloni corti alle caviglie e la vita alta? Comunque ecco, preferisco una bella stretta di mano, un abbraccio se proprio ho davanti delle persone che ho piacere di salutare, ma il bacetto mi fa così impersonale. Che poi quando si è in un gruppo di persone con qualcuno che non si conosce bene, va a finire che c'è sempre l'imbarazzo del "bacetto si, o bacetto no?". Che mettersi a fare distinzioni tra figli e figliastri "tu si mi sei simpatico ti saluto con il bacetto, tu invece insomma e allora ti do solo una pacca sulla spalla", ecco fa brutto. I migliori comunque sono quelli che ti salutano con il bacetto, ma invece di sfiorarti guancia su guancia, no, loro ti baciano propri con tutte le labbra che ti lasciano anche un po' di sbavuccio e non si capisce il motivo, ma quelli che fanno questa cosa disgustosa, sono sempre quelli che faresti di tutto per non salutarli e proprio quando pensi di averla scampata ecco che ti spuntano da davanti con un sorriso a cinquantasette denti. Variante di questa categoria, ci sono quelli che hanno una mira anche migliore del campione del mondo di freccette che secondo me lo fanno apposta e mentre tu ti giri per porgere loro la guancia, loro ti hanno appena baciato sulla punta esterna del labbro che se non ti spostavi all'ultimo secondo, ti avevano pomicato come due adolescenti sulla panchina dei giardini pubblici che io non capisco mai per quale cavolo di motivo mi devi dare un bacio sulle labbra se A) non siamo fidanzati, B) non sei il vincitore di mr. gay Europa C) non so neanche come ti chiami. Una volta almeno c'era il baciamano che al massimo ti slinguazzavano il dorso della mano, ma non c'era pericolo di beccarsi l'herpes da uno sconosciuto ecco.

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categoria: riflessioni, tutto fa brodo


martedì, 30 giugno 2009

Mariah's shoes

Mariah Carey

Ora, ditemi voi se non è l'esserino più grazioso sulla faccia della terra? Più tenera anche di un cucciolo di labrador...! Mariah Carey sul set di Obsessed.

(Fonte la Repubblica.it)

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categoria: mariah carey


martedì, 30 giugno 2009

29 giugno

Iniziare la settimana di martedì, è veramente un toccasana per il buonumore, soprattutto se sai che il resto dell'Italia sta lavorando. Ieri al mare si stava così bene che sembrava di stare a Venice Beach, ma senza palme e con l'acqua più verde. Per tre ore sono stato posseduto dallo spirito di Mila Azuki, ma oggi che sono tornato in questo corpo mortale di trentenne scansafatiche, mi fa male veramente tutto come fossi precipitato giù da un dirupo del Monte Bianco. Possibile che il corpo umano sia composto da così tanti muscoli che normalmente non vengono utilizzati? Direi che non ho più il fisico per giocare tutto il pomeriggio a beach volley sulla spiaggia... ohi ohi.

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categoria: estate


venerdì, 26 giugno 2009

Man In The Mirror

Sarò uno stupido adolescente nel corpo di un trentenne, ma ieri quando ho sentito che Michael Jackson era in coma, mi è preso un colpo al cuore. All'inizio non ci volevo credere e ho pensato che era l'ennesima trovata per vendere un paio di biglietti in più, ma poi quando ho capito che era tutto vero, mi son sentito così impotente che sono andato in camera a svegliare il mio ragazzo per dirglielo. Roba che non l'ho svegliato neanche quando c'è stato il terremoto. Lui non può morire, è come Topolino... come Cenerentola! Per un istante mi son detto che se poi se ne uscivano con la storia dello scherzo, andavo lì e lo facevo fuori io con le mie mani che uno non può mica dire che è morto e poi invece smentire tutto con una risata. Però non era uno scherzo. Ha tirato le cuoia vermanete. Probabilmente per molti è stato solo un uomo strano con un sacco di soldi e un sacco di problemi che ha raggiunto il limite con le accuse di pedofilia. Ma se come me avete trent'anni (o poco più), e da ragazzino avete passato ore davanti allo specchio per provare il moonwalk, bhé allora le cose cambiano. Si, forse lo conoscevo solo tramite i suoi dischi e i giornali, ma è da quando sono piccolo che lo seguo, con i suoi successi planetari e i suoi insuccessi imbarazzanti e io l'ho difeso sempre e comunque come una madre farebbe con il proprio figlio, cercando di capire il perché di così tante stranezze. Mio fratello dice che il mio è un lutto di interazione parasociale e io ovviamente non ho capito nulla di quello che mi ha detto, però ho capito benissimo che mi stava prendendo per il culo e questo solo perché gli ho detto che da questa mattina ho impostato lo shuffle dell'iPod tra gli album di Jacko e non voglio sentire altro. Non mi aspetto capisca. Che poi, facendo del sano sarcasmo, secondo me a Michael già era venuto un coccolone quando aveva scoperto che i concerti a Londra erano quintuplicati che io me lo immagino mentre parla alla sorella con flebile voce: "…e poi adesso sto facendo le prove per questi dieci concerti che mi hanno organizzato a Londra…" e Janet: "dieci? Vorrai dire forse cinquanta?" Sbarabam! Primo infarto. In fin dei conti nessuno aveva mai creduto realmente alla storia dei cinquanta concerti e anche io, avessi scoperto di essere in fin di vita, di concerti ne avrei organizzati cento, mica solo cinquanta! Si, si, ci vediamo sul palco uh! uh! Il fatto è, che il povero Michael era diventato un personaggio troppo popolare e quando le cose vanno in questo modo, la linea che separa la realtà dalla fantasia è veramente troppo flebile e probabilmente non sapremo mai come sono andate realmente le cose, come non sapremo mai molto della sua vita privata tormentata dallo spettro della pedofilia al quale sinceramente io non ho mai creduto. Adesso che la sua morte lo ha reso immortale come fu per Elvis o Marilyn prima di lui, mi aspetto che esca nei negozi un cd super ultimate essential collection songs after death e magari anche un film sulla sua vita travagliata dove il protagonista vince l'Oscar e tutta la platea si alza in piedi e applaude per un minuto con qualche lacrima che scende sul volto dei più coinvolti e... e ora che ci penso, di attori che interpretano Michale ne servono almeno tre e uno dovrebbe essere nero, uno mulatto e uno bianco, ma questi son dettagli che lascio alla casa di produzione. E poi, se fossi in Janet, scriverei in fretta e in furia un paio di canzoni sul fratello e me ne uscirei con un nuovo album che di questi tempi bisogna cavalcare qalunque onda si presenti. E adesso lasciatemi ricordare a modo mio, l'unico uomo al mondo al quale si poteva perdonare l'accoppiata mocassino/calzino bianco, guardando quell'uomo che arrivato a trent'anni, ancora si allena davanti allo specchio a fare il moonwalk.

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categoria: musica, michael jackson


venerdì, 26 giugno 2009

Michael Jackson è morto.

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giovedì, 25 giugno 2009

iPod Mon Amour

No dico, ma voi lo sapevate e nessuno mi ha mai detto nulla? Perché io ci ho messo più o meno un anno per scoprire che se scuoto l'ipod, questo cambia la canzone in riproduzione. Una sgrullata e puf! si passa da Mariah a Alessandra Amoroso e da Michael Jackson a The Dream. E dopo questa rivelazione, non faccio altro che smanettarlo che quasi mi slogo un polso. E ora capisco anche perché ogni tanto mi partivano le canzoni a caso... maledetta tecnologia.

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categoria: ipod


mercoledì, 24 giugno 2009

Telefilm Generation

Da quando sono entrato nel fantastico mondo di Sky i miei impegni si sono a dir poco triplicati che ogni sera c'è qualcosa di nuovo da guardare o un telefilm da seguire o un reality da controllare e i miei dopocena sono diventati improvvisamente pieni di impegni che dovrei segnarmi tutti gli appuntamenti sull'agenda per riuscire a stare al passo con i tempi. Anche se in realtà in questo periodo non c'è nulla che realmente mi abbia coinvolto come fu per la prima serie di Dexter che se chiamavano gli amici faccevo finta di stare male "Sentite che tosse... coff coff, non posso proprio uscire!" però ci si arrangia come si può e qundi ecco di seguito i telefilm che seguio.

Lipstick Jungle. Non è proprio come Sex And The City, anche se l'autrice è la stessa e il fatto che la pubblicità del telefilm tenda a sottolineare che "Loro non cercano Mr. Big. Loro SONO Mr. Big", già la dice lunga sulla credibilità del telefilm perché dai, sarà stato pure l'amore della vita di Carrie, ma in definitiva Mr. Big è veramente un personaggio rompipalle e io ho sempre fatto il tifo per Aidan e poi diciamocela tutta, paragonare le protagoniste di un nuovo telefilm glamur, a uno sfigato che appare sette volte in sei stagioni, forse non è proprio una scelta di mercato furba come una volpe e infatti anche la serie non è che sia proprio il massimo e non ha mai brillato per i colpi di genio. Lui ama lei, ma lei è indecisa e quando si decide è lui ad essere indeciso e poi queste non hanno mai niente da fare che son sempre allo Starbucks e quando non sono a prendere un caffè, si incontrano per caso per le stradine di New York, come fossero in giro per il centro di Spoleto. Su FoxLife hanno appena trasmesso il finale della seconda stagione che vantava ben 13 puntate, roba che il mio filmino di NYC è più lungo e pare che per i bassi ascolti non ci sarà mai una terza stagione e decisamente non ne sentiremo la mancanza.
Brithers & Sisters. Lo ho seguito in modo altalenante, ma ogni puntata si è rivelata ricca di pathos e sentimento e anche divertenete e poi c'è Calista Flockhart (quella di Ally McBeal per intenderci) che è vero che si è rifatta tutta che ormai neanche più i capelli sono i suoi, però a me piace tanto. Anche questo telefilm è giunto a capolina (questa stasera l'ultimo episodiodella terza stagione) e devo ammettere che ne sono successe di tutti i colori con figli segreti che sono spuntai peggio che a Beautiful e poi intrighi e inganni e io una famiglia simile non l'ho mai conosciuta. A, già, questo è un telefilm. A breve la quarta stagione per la famiglia che non ha nulla da invidiare a Dynasty.
Grey's Anathomy. Avrò visto  tipo quattro episodi in cinque stagioni e lo so che non posso definirmi un vero fan, ma giuro che adesso mi sono rimesso sulla retta via e non voglio perdere più neanche una puntata che mi piace troppo e poi ha una colonna sonora strepitosa e son successe talmente tante cose che ormai devo proprio vedere come finisce e vi dico solo che la pubblicità dice una roba simile a "Per anni hanno curato i pazienti, ma adesso da curare è uno di loro" e io piango in tutte le puntate come un fontana, del resto sono finocchio no? mi spetta di diritto di piangere durante i telefilm!
Lost. Ha decisamente rotto le palle con i sui segreti di pulcinella e gli intrighi che non interessano più a nessuno che ormai lo guardo solo mentre sfoglio il Vanity, chatto su Messenger e rispondo agli amici su FaceBook che tanto secondo me non ci credono neanche più loro in quello che stanno facendo, però dopo cinque stagioni non è che lo poso abbandonare così di punto in bianco, ecco. Fatto sta che ormai ha la stessa credibilità delle esterne di Uomini e Donne.
Samantha Chi? Era partito con una prima stagione veramente intelligente e simpatica e nella seconda un po' si è perso. Lo spunto della perdita della memoria della protagonista che puntata dopo puntata riscopre se stessa era proprio interessante e la sua regia stile Friends, lo rendeva molto grazioso, anche se in generale il telefilm è
 un vero chissenefrega che se c'è la televenduta della Eminflex, magari mi dimentico pure di guradarlo, però spero tanto che Samantha si rimetta con l'ex ragazzo che è veramente troppo tenero.
True Blood. E' questo nuovo telefilm che segue la scia del momento dedicata ai vampiri che in verità non mi son mai mi stati troppo simpatici e la premessa della discriminazione e la coesistenza tra vampiri e umani è buona, ma la storia d'amore tra i protagonisti è veramente stucchevole quasi quanto Twilight che è uno dei film più sopravvalutati della storia e poi ancora non ho capito perché la protagonista di questo True Blod ha i superpoteri che va bene l'attrice è la Rouge di X-Men, ma gli sceneggiatori si sono accorti che questo è un altro telefilm?
La Vita Segreta Di Una Teenager Americana. Si, si, lo so che questo è uno dei telefilm più brutti che abbiano mai concepito e so anche che è da ragazzina complessata, ma avevo visto la prima puntata e poi che fai, non continui a vederlo? La storia è quella di questa moretta anonima e monoespressiva che si fa una stantuffata con il più fico della scuola e rimane incinta e invece di mettergli le ganasce, si fa tremila problemi e finisce pure per fidanzarsi con un nerd sfigato e il telefilm è veramente fatto male e ha dei dialoghi imbarazzanti, ma nonostante questo non si capisce come, negli Stati Uniti è riuscito anche a vincere la guerra di ascolti con il rivale Gossip Girl, che effettivamente ora che ci penso non è che sia un gran capolavoro e quindi tutto si spiega. La prima stagione è finita da qualche settimana, ma è già pronta una seconda serie alla quale spero di non affezionarmi, anche perché vale la pena di guardarlo solo per Ashley, la sorella della protagonista che è l'unica un po' intelligente in quella famiglia e per il ragazzino bono che risponde al nome di Daren Kagasoff.
90210. Il nuovo teen drama ispirato al vecchio Beverly Hills che però non è in programmazione su Sky, ma su Raidue e delle atmosfere anni novanta che mi hanno cresciuto (vi dico solo che avevoanche l'album di figurine di Beverly Hills 90210...), è rimasto praticamente nulla e desso sono tutti fighissimi e griffatissimi e patinatissimi e gli unici che stonano sono una Brenda inquartata come un bue e una Kelly che ha un bambino da Dylan (cooosaaa? e quando cavolo lo avrebbero fatto?!). Di Tori Spelling/Donna per adesso neanche l'ombra, ma i ben informati assicurano che verso la fine di stagione comparirà in tutto il suo "splendore". In questa telefilm generation dove i teen drama spuntano come funghi credo proprio non lascerà il segno, o quantomeno, non segnerà mai l'adolescenza di milioni di ragazzi che per la prima volta si son trovati a scegliere tra Brandon e Dylan.

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categoria: televisione


sabato, 20 giugno 2009

Roma Pride 2009 - The Movie

Incontro il gay pride su via Cavour, mentre si dirige verso piazza Venezia e si, lo ammetto, sono arrivato tardi, ma tanto si sa che queste manifestazioni non iniziano mai in orario e quindi ho preferito arrivare tardi e andargli incontro e vedermi la manifestazione già viva, piuttosto che stare un'ora fermo in piedi ad aspettare non si sa cosa. Il primo carro che vedo è quello ufficiale del Pride con lo slogan e la statua della libertà in carne e ossa, mascotte di questo pride che personalmente mi fa un po' tenerezza che puzza lontano un miglio di idea riciclata e effettivamente non è che il concetto di statua della libertà lo abbiamo inventato noi, ma questo passa il convento. Il secondo carro è quello del Muccassassina, e personalmente è quello che preferisoco e si capisce dalla musica sparata a tutto volume che è il carro della serata finocchia più famosa di Roma e poi ci sono i go go boys che nonostante siano sempre le stesse facce c'è ancora chi fa la sua figura. Credo che il gay pride, sia l'unica manifestazione di protesta che però sembra una festa e la gente si diverte e la musica pompa come in disco e i colori e i coriandoli glitter sparati nel cielo e come ogni anno, non so decidermi se tutto questo carrozzone è una grande dimostrazione di civiltà, consapevoli che le battaglie non si fanno con le armi o alzando la voce, oppure se è solo l'ennesima occasione per fare festa e casino che ormai sono svariati anni che c'è questo gay pride a Roma e se possibile le cose non sono cambiate neanche di una virgola. Quello che colpisce stando in mezzo al corteo, è che ci si confonde tra ragazzi allegri e genitori che spingono carrozzine gente che balla e giovani e meno giovani e gli eccessi che si potrebbero immaginare ci sono, ma non sono poi così numerosi. Un transessuale vestito da Wonder Woman attira la mia attenzione e a dire il vero, non solo il mio sguardo dato che si ferma a ogni passo per farsi scattare foto e mi domando se non siano veramente loro i veri supereroi di queste manifestazioni, con i loro travestimenti originali ci mettono la faccia nel vero senso della parola perché sempre più spesso sono mira di giornalisti e fotografi e in fin dei conti sono stati loro a dare il via alle rivolte in una New York del 1969 dove allo Stonewall Inn lanciarono una bottiglia contro la polizia e ancora non ne sono consapevole, ma sentirò questo discorso e il nome si Sylvia Rivera per molte volte nel corso di questa manifestazione, alcune volte nominata in modo semplicemente retorico e stucchevole e altre in maniera più intelligente. C'è tanta gente a questo pride e gli organizzatori parleranno di trecentomila persone e forse come numeri sono un po' gonfiati, anche perché il corteo è molto sfilacciato e ci sono un sacco di buchi vuoti, però l'impressione è che ci sia veramente tanta gente e le Famiglie Arcobaleno, ArciGay, ArciLesbica, Mariomieli, ad elencare tutte le associazioni impiegherei dieci minuti e io cammino spensierato con i miei amici dimenticando per un istante tutti i problemi e sembra un paradosso, perché in realtà sono qui proprio per il motivo opposto. Piazza Navona è il punto di arrivo di questo Pride e molte persone svaniscono e di tutti quelli presenti durante la camminata, ne rimangono forse la metà. Ornella Muti è sul palco non si capisce bene in quali vesti e dice le solite banalità sul fatto che ha molti amici gay e che siamo tutti uguali e mi domando perché non si sia fatta scrivere un discorso da qualcuno più coinvolto o se per caso non l'abbiano incontrata per caso davanti alle vetrine di Sermoneta e la cosa che le riesce meglio, è tagliare il nastro rosso di inaugurazione della festa ufficiale del Pride. Dopo Ornella si succedono altri oratori più o meno interessanti, ma la folla non ha occhi che per Vladimir Luxuria accolto come fosse una vera star Hollywoodiana e c'è da dire che la Vlady sa come parlare al un pubblico e sa come arrivare ai cuori finocchi e per questo canta una versione tutta sua di Over The Rainbow, ma il momento migliore fortunatamente è durante il suo discorso dove riesce sempre a toccare tasti intelligenti e non scadere nelle banalità. Si sono fatte le otto e decido di tornare a casa, ma prima di uscire dalla piazza la mia attenzione è attirata da un gruppo di gente che circonda una Madonna e un Cristo vestiti da recita di natale. Vedo la gente che si ferma a fare delle foto al loro fianco. Una signora mi chiede forse un po' indignata, cosa significhi quello spettacolo. Ci penso un attimo e le dico che forse non è un gesto di scherno, ma una dimostrazione del fatto che Gesù e Maria sono di tutti e non solo di chi si professa a gran voce cristiano, che Gesù e la Madonna si circonderebbero di chiunque senza fare distinzioni come stanno facendo questi ragazzi e mentre cerco di convincere me stesso, la signora si allontana stupita dicendomi che ho ragione e che non ci aveva pensato. Ecco, ho fatto la mia buona azione giornaliera, ora posso veramente allontanarmi da questo grande e spettacolare corteo, per tornare alla mia vita di tutti i giorni. Tempo due giorni e nessuno più si ricorderà di quanto è successo oggi.
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categoria: life, gay , attualitĂ , roma pride 07


venerdì, 19 giugno 2009

Obsessed

Ora, lo so che i più, chiuderanno questa notizia un bel "Chi se ne frega", ma io invece ho le mani che sudano come una scolaretta al primo appuntamento perché è uscito il nuovo singolo della più photoshoppata cantante statunitense e i blog più informati mi assicurano che la canzone è dedicata al rapper bianco Eminem che poco tempo prima le aveva dato della puttana. Mariah non ha aspettato molto per dare la sua risposta in rima e la sua versione dei fatti e tutto questo è veramente adorabile e fa tanto EmonFrankee. In attesa di un video che trascinerà come sempre la canzone alle prime posizioni della classifica di Billboard... e soprattutto in attesa di un nuovo singolo meno vaccata. Mariah, come sempre I Love You.

So Oh Oh So Ohhh
Will the real MC please step to the mic?
MC- You need an MC, place to be
MC the MC

(Un ringraziamento specile a Pero che mi ha riesumato il nome di Emon che era ovviamente caduto nell'oblio).

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categoria: musica, mariah carey


venerdì, 19 giugno 2009

Il Figlio di Mezzo

C’è questa mamma con la carrozzina che si è fermata di traverso sul marciapiede che la gente non riesce più a passare e mi domando come cavolo ti viene in mente di fermarti in quel modo se vai in giro con un rimorchio di quelle dimensioni che quella più che una carrozzina, pare una roulotte. Ogni persona che passa fa un complimento a quel fagottino indifeso e la mamma si mette a parlare con tutti quanti e in meno di dieci minuti conosco vita morte e miracoli del piccolo Tommaso e poi arriva questa signora con il figlio per mano che fa i soliti complimenti di rito al neonato e poi rivolgendosi al figlio dice "...tu ormai sei grande, hai sette anni, guarda che bellino che è questo bambino, non vorresti un fratellino così piccolo?" e in quel momento vorrei alzarmi e andare da quella mamma per darle un ceffone. No che non lo vuole un fratello più piccolo che gli ruberò tutte le attenzioni e giocherà con i suoi giocattoli rompendoli senza cura, no che non vuole essere messo in secondo piano, ma sono domande da fare dico io? Se mia madre mi avesse chiesto se volevo un altro fratellino, le avrei detto di cucirsi quel buco tra le gambe che io uno già ce lo avevo e non mi serviva proprio di stravolgere tutta la mia vita, per un ultimo arrivato. Ecco cosa le avrei risposto e invece a me non ha chiesto nulla e nel giro di pochi mesi è arrivato il guastafeste. Io, che per sette anni ero stato il più spupazzato, improvvisamente venivo messo da parte per un bambino con troppi capelli per essere così nuovo. E non datemi del geloso che se proprio vogliamo dirla tutta, è stato mio fratello grande che quando sono nato io si è fatto venire gli attacchi di asma pur di attirare l'attenzione che poi lo posso anche capire che per due anni sei il centro del mondo e poi arriva un altro a romperti le uova nel paniere, è uno shock. Però lui era il primo e quindi per primo avrebbe fatto tutte le esperienze attirando a se le attenzioni. Il primo dentino caduto, i primi passi da solo, il primo giorno di scuola, la prima fidanzatina e io potevo fare anche un salto mortale carpiato, ma se lo aveva già fatto lui, non avrebbe mai avuto lo stesso effetto. Essere il secondo però aveva anche i suoi vantaggi dato che ancora potevo godere di un certo prestigio agli occhi dei parenti che telefonavano per sapere come stava il piccolo di casa, ma quando mia madre rimase incinta, vidi la mia coroncina di lapislazzuli da reginetta della culla, passare dal mio capo a quello del mio nuovo fratello indesiderato. Il fratello grande rimase quello delle prime volte e il piccolo divenne presto il nuovo catalizzatore di attenzioni perché in definitiva i cuccioli fanno sempre tenerezza. Quando nacque, io avevo sette anni e la mia fase della tenerezza era passata da un bel pezzo. Avrei voluto spingere la carrozzina giù per una rampa di scale, come in quella scena de La Corazzata Potëmkin, ma sapete che vi dico, che allo stesso tempo mi scattò una sorta di istinto materno che mi portava ad essere apprensivo con quel ruba attenzioni e se mia madre era ormai arrivata al terzo figlio e era stufa di ripetere sempre le stesse cose e non aveva più quell'ansia e apprensione del neo-genitore c'ero io che invece ero in un continuo stato di panico e così, nonostante lo odiassi, la notte non dormivo con il terrore che quel batuffolo di carne, soffocasse nel sonno e vi assicuro che non è facile organizzare un piano per sbarazzarsi di un fratello, quando hai anche l'ansia che si faccia del male da solo. Così, negli anni che dovevano essere i più spensierati della mia vita, mi ritrovavo a crescere un fratello in un mondo fatto di spigoli acuminati e pericoli impervi e continuavo a vivevo all'ombra di un fratello maggiore che continuava a stupire con le sue prime volte e io cercavo di non ripercorrere neanche una delle sua scelta per attirare almeno un minimo di attenzione su di me e se lui giocava a calcio e sceglievo la pallavolo, se lui era amico dei ripetenti, io mi sedevo al banco con i secchioni e se lui usciva con la ragazza, io con il ragazzo. Vabbè, questo in verità è successo molto tempo dopo...
Ormai sono cresciuto e questi vecchi rancori fanciullesci sono passati, anche se non perdonerò mai mio fratello piccolo per avermi sotterrato e perso i miei pupazzi quelli che avevano l'insetto gigante come alleato oddio, come si chiamavano? Io ne avevo tre, di cui il capo era quello con la mosca gigante che ci si metteva la mano dentro come fosse un guanto e poi altri due con degli insetti strani tipo scorpioni e ditemi come minchia si chiamavano che è da oggi che ci sto pensando e non mi viene in mente. Adesso ho trent'anni e mio fratello piccolo è decisamente adorabile, anche se è cresciuto prendendo il peggio da me e il peggio da mio fratello e anche se ancora non capisco il perché quando è nato, i miei genitori non lo hanno piazzato in un collegio Svizzero fino ai diciotto anni. La mia infanzia ne avrebbe beneficiato non poco e magari lui avrebbe imparato bene una lingua straniera, che si può volere di più?!

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categoria: riflessioni, ricordi, life


martedì, 16 giugno 2009

Terminator Salvation

 

Il primo Terminator era veramente fico che negli anni ottanta tutti quegli effetti speciali parevano veramente una cosa avveniristica. Con il secondo capitolo la trama iniziava a scricchiolare, ma l'omino fatto di metallo fuso era qualcosa che al cinema non si era mai visto. Del terzo episodio neanche voglio parlare tanto era brutto e inutile. Questo quarto Terminator mescola un po' le carte in tavola e con un sapore un po' vintage resuscita i vecchi robot del primo capitolo affiancandoli però ad altri robot motocicletta abbastanza ridicoli. Cambiano i protagonisti anche se i personaggi gira che ti rigira sono sempre gli stessi anche se io degli episodi precedenti non ricordavo veramente una minchia. Del resto, l'unica cosa che mi basta sapere e il vero motivo per cui sono andato a vedere questo film, è che il nuovo protagonista è il mio già più volte osannato Christian Bale che detta tra noi non ne ha mai sbagliata una sin dai suoi esordi e si, dicono abbia un caratteraccio e che faccia scintille con tutti sul set, ma a uno con quel fisico, io potrei perdonare qualunque cosa. Alla fine della fiera, questo Terminator Salvation non è brutto, ma veramente inutile, una serie continua di esplosioni come non si vedrebbero neanche in un videogioco, per non parlare poi del Governatore della California completamente digitalizzato che compare per una manciata di minuti e lascia tutti con il punto di domanda del perché mai? E se uscendo dal cinema avete pensato anche solo per un istante di aver buttato i soldi, ripensate al terzo episodio, quelli si che erano soldi buttati.

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categoria: film


sabato, 13 giugno 2009

Roma Pride 2009

In fin dei conti, i giornali hanno ragione, le foto baraccone sono quelle che tirano di più. In attesa che finisca di montare il video di questo Pride...

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categoria: gay


giovedì, 11 giugno 2009

Love is...

Trovo sia un dato veramente significativo, il fatto che dopo cinque anni, abbia finalmente imparato a memoria il numero di cellulare del mio ragazzo.

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categoria: life


mercoledì, 10 giugno 2009

Aspettando il Roma Gay Pride 2009

E così finalmente habemus percorso. Si parte da Piazza Esedra e si arriva a Piazza Navona proprio come lo scorso anno.
Ah, già per chi non lo sapesse faccio una breve premessa. Sabato prossimo ci sarà il Gay Pride a Roma e l'organizzazione ha trovato non pochi ostacoli, perché pare che all'inizio avessero dato l'autorizzazione dicendo che si, assolutamente il gay pride si può fare figuriamoci se vietiamo una manifestazione simile, però poi: vicino San Giovanni non si può passare, perché c'è già una manifestazione religiosa e la settimana dopo non si può fare, perché c'è la festa di San Giovanni e se i finocchi incontrano i religiosi prendono fuoco come i vampire con l'acqua santa e a Piazza Del Popolo no, non si può andare perché così tanta gente non ci entra anche se poi ogni anno ci organizzano mega concerti che l'ultimo sulla lista è stato quello di Ben Harper e allora si potrebbe fare lo stesso percorso dello scorso anno da piazza Esedra a Piazza Navona, ma no, non si può neanche quello perché lì vicino c'è la chiesa della Madonna di Loreto e questa motivazione giuro che non l'ho capita e vi assicuro che no, non me le sto inventando, sono tutte dichiarazioni documentate nero su bianco e allora l'unico percorso possibile pare essere quello che va dalla Bocca Della Verità a Piazza Navona che tradotto per i non romani significa una passeggiata di più o meno quindici minuti che tanto vale incontrarsi tutti con una video chattata su Skype. Rimango perplesso dinnanzi a tutte queste difficoltà che ha alzato la questura di Roma e per un attimo decido di essere indignato con questa società omofoba, ma poi mi fermo a riflettere.
Il mio primo Gay Pride l'ho fatto nel duemila (o duemilauno... bho) e ricordo la musica e i carri con i go go boys e la gente, tanta gente e coriandoli, bandiere e le trans con gli abiti colorati e le trans che invece gli abiti li avevano lasciati a casa e i finocchi vestiti stravaganti e i finocchi vestiti normali e gli amici che ridono e scherzano e il percorso sotto il sole cocente e la sensazione di far parte di qualcosa di importante e i passanti che guardano curiosi e l'orgoglio di esserci e di perseguire un'ideale. Il mio primo pride fu emozionante e anche il secondo è stato emozionante, ma se dovessi fare una descrizione, probabilmente scriverei le stesse identiche cose che ho dette riguardo al primo pride e stesso discorso anche per il terzo e il quarto e per tutti quelli che mi sono fatto fino ad oggi. Da quando il Gay Pride è diventato un appuntamento fisso come le feste di Natale o Il Grande Fratello? E come tutte le cose che vengono ripetute per troppo tempo senza innovazioni, alla fine diventano un automatismo che perde il suo significato originale, come si stesse recitando una preghiera a memoria o come il tragitto per arrivare a lavoro. Ad oggi ho l'impressione che l'ostinazione di questo Gay Pride, sia solo quella di avere un percorso lungo, perché altrimenti la festa finirebbe troppo presto e un percorso più corto parrebbe una castrazione e a percorrere dalla Bocca Della Verità a Piazza Navona non si farebbe neanche in tempo a sentire tutto il cd dei grandi successi di Raffaella Carrà. Non lo so, ma questo nuovo pride mi sembra solo una presa di posizione. Un enorme involucro vuoto. Un pride è un vero pride solo se si cammina per dieci chilometri e si attraversa il cuore della città? Perché se è così, allora tanto vale darsi tutti appuntamento alla maratona di New York che almeno ci facciamo una bella sfacchinata e quando arriviamo al traguardo oh, cazzarola se abbiamo camminato! Mi domando se lo scopo di un gay pride sia quello di bloccare i cittadini e far deviare il traffico facendo sentire in questo modo la sua presenza ingombrante e a questo punto la video chattata su skype non mi sembra più tanto un'idea stupida che almeno farebbe notizia e wikipedia la segnerebbe come la più grande chattata mai eseguita in rete e magari Barbara D'Urso ne parlerebbe anche nel suo Show Dei Record tra una donna gatto e un uomo più basso del mondo. Ho l'impressione che questo Gay Pride, sarà l'ennesima esibizione di corpi, fotocopia a tutti gli anni passati che presto cadrà nel dimenticatoio dopo il solito servizio al tg. Esistono alternative valide o siamo costretti a rivivere questo deja vu per il resto dei nostri gaygiorni? Non lo so, ma perché per un anno anziché fare la solita marcia, non si può pensare a qualcosa di diverso e dargli ugualmente il nome di gay pride? Per esempio io mi immagino un intera giornata dedicata ai gay, dove tutti i finocchi che fanno i parrucchieri scendono in piazza e fanno i capelli gratis alle signore e tutti i finocchi truccatori fanno un corso di trucco e i finocchi attori preparano uno spettacolo teatrale a cielo aperto e poi altri finocchi che si incontrano con i i finocchi che hanno paura di essere finocchi e magari si incontrano anche con i genitori impauriti dai figli finocchi e poi la musica e la festa e i finocchi cuochi che vendono delle torte e poi bho, non lo so, non è che posso organizzare tutta una giornata qui in cinque minuti e adesso magari sto solo farneticando, ma a pensarci bene è tanto una cattiva idea? A me questo fiume di gente che attraversa la città come fosse un carrarmato non convince più molto. Poteva avere un senso in un America degli anni sessanta dove la comunità omosessuale era arrabbiata e doveva manifestare la propria forza e alzare la voce, ma l'orgoglio omosessuale del nuovo millennio, non dovrebbe essere forse di integrazione scendendo in piazza e mischiandosi con la popolazione etero, piuttosto che solcare le vie delle città chiudendosi in uno spettacolo osservabile solo dall'esterno? Io sabato ci sarò, ma non sono sicuro che questo gay pride mi rappresenti ancora.

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categoria: riflessioni, gay


lunedì, 08 giugno 2009

Immobile

Ho diciassette anni e la farmacista mi sta guardando da dietro i suoi spessi occhiali mentre poso sul bancone una confezione di preservativi. Ho preso i primi che mi son capitati che non volevo stare troppo tempo lì davanti a scegliere come avrei potuto fare con un flacone di shampoo che allora mi sarei messo a leggere tutte le proprietà, per capelli fini, secchi, con forfora, alle proteine della seta e via discorrendo, no ho preso i primi che ho trovato cercando di avere un'aria sicura di quello che i preservativi li compra sempre sperando che non abbiano capito che invece è la mia prima volta e la farmacista davanti mi sta fissando con i suoi occhi a raggi x e sento che mi sta leggendo dentro e probabilmente sta immaginando la scena di quando aprirò goffamente quella confezione e la vecchietta alle mie spalle quando mi vede tirare fuori quella scatola, ho l'impressione faccia un passo indietro guardandomi in malo modo come si potrebbe guardare un ragazzo che ha smarrito la retta via e la farmacista mi domanda con la sua voce da megafono, se oltre ai preservativi mi occorre qualche altra cosa e mentre pronuncia quella frase, la mamma con la carrozzina che sta scegliendo un nuovo ciuccio per suo figlio si gira a fissarmi e la farmacista ha urlato talmente tanto che credo l'abbiano sentita anche a Latina che Dio la fulmini e se per caso qualcuno non se ne fosse accorto, ora tutti sanno che ho comprato dei preservativi e il cuore inizia a battere forte e improvvisamente mi sento avvampare, come se avessi fatto una cosa proibita e mentre la farmacista mi incarta quella confezione come un pacco regalo i suoi movimenti sono lenti e tutti continuano a fissarmi o almeno mi sembra lo stiano facendo e lei è talmente lenta e meticolosa che mi aspetto tiri fuori da un momento all'altro anche il nastrino dorato per concludere il suo pacchetto opera d'arte e sento salire dentro di me l'ansia e l'emozione allo stesso tempo perché ho l'impressione di aver rivelato ad alta voce uno dei miei segreti più intimi e sono sicuro che tutti si staranno chiedendo dove e con chi aprirò quella scatola e quando la farmacista mi consegna il pacchetto, pago e esco con passo svelto senza alzare la testa per non incrociare lo sguardo della gente che ormai sa che farò sesso e da un certo punto di vista, è come se lo avessi appena fatto lì davanti a loro. 
Sono passati tredici anni e mi ritrovo ancora una volta lì, davanti alla cassa a provare quelle stesse emozioni e lo stesso nodo allo stomaco e la sensazione che tutti mi stiano guardando e leggendo dentro e cerco di essere disinvolto, ma le mani mi sudano mentre consegno alla cassa... il cd di Alessandra Amoroso. Pago e mi affretto a farlo sparire all'interno della busta, ma ormai la gente ha visto il mio segreto e si starà immaginando che canto Immobile davanti allo specchio usando una spazzola come microfono. (Ovviamente quest'immagine di me che canto con la spazzola, è frutto di pura fantasia... io non ho una spazzola!).

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categoria: musica, riflessioni, ricordi


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